Lo Zuavo Pontificio

Venerdì, 4 Luglio 2008
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Osservatorio

2008

Notizie

fame_globalizzata.jpgIl fantasma è arrivato ed è un fantasma che fa veramente paura... È il fantasma della «globalizzazione della fame». La fame si sta abbattendo sul mondo. Banca mondiale e Fondo monetario internazionale lanciano l'allarme: l'aumento dei prezzi del cibo sta riducendo alla fame intere popolazioni. Secondo dati ufficiali, dal marzo 2007 al marzo 2008 il prezzo del grano è cresciuto del 130%, la soia dell'87%, il riso del 74%, il mais del 31%. Senza immediati aiuti si rischiano proteste pubbliche e conflitti armati. In 37 Stati in tutto il mondo, da Haiti al Messico (con la rivolta della "tortilla"), dal Senegal all'Egitto, negli ultimi mesi continuano a susseguirsi rivolte per il forte rialzo dei prezzi dei generi alimentari, che colpiscono le fasce più povere di Paesi con un'economia fragile. Ma l'intervento immediato per queste popolazioni non è sufficiente; è necessario risalire alla causa di questa carestia mondiale che va avanzando. Il dito è puntato sulla globalizzazione che ora comincia a presentare i suoi conti. Il giorno dell'Epifania il Santo Padre aveva pronunciato parole molto importanti: «"Nebbia fitta avvolge le nazioni" e la nostra storia. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro». Nel bel mezzo di questa grave crisi alimentare mondiale la voce del Papa si farà udire a tutto il mondo quando rivolgerà il suo discorso all'assemblea dell'Onu il 18 aprile.

Data: 16/04/2008
Autore: Maurizio Blondet

i_love_the_pope.jpgGrazie Gesù,
perchè con il tuo servo Benedetto XVI hai preso per mano quella piccola bambina smarrita e sofferente che è l'umanità contemporanea, e la conduci sulle vie della speranza.
Anche a te, caro Santo Padre, presentiamo tutta la nostra gratitudine, piena d'affetto, nel giorno del tuo 81º compleanno.

Data: 16/04/2008

parlamento_bruxelles.jpgNella grande casa chiamata "Unione Europea" accadono episodi inquietanti che fanno pensare che si stia percorrendo la via di una "democrazia totalitaria", traduzione politica della «dittatura del relativismo». Il timore annunciato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II ha trovato conferma nei fatti...

 

[Nella foto: la sede del Parlamento europeo a Bruxelles]

Data: 15/04/2008
Autore: Roberto Marchesini

paulbyrne.jpgIl confine tra vita e morte continua a porre notevoli dilemmi etici. In particolare intorno al concetto di "morte cerebrale". L'argomento è stato trattato in modo sistematico nell'antologia "Finis vitae. La morte cerebrale è ancora vita?", edito da Rubbettino, la cui traduzione italiana è stata presentata il 27 febbraio scorso al Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR).

Alla conferenza erano presenti alcuni medici, neurologi, biologi, filosofi e giuristi di fama internazionale, insieme al curatore del libro, il professor Roberto de Mattei, già Vicepresidente del CNR e docente di Storia del Cristianesimo all'Università Europea di Roma.

Il dibattito è stato articolato a partire dal comitato di Harvard del 1968 che, convenzionalmente, identifica la morte della persona umana con il coma irreversibile, ovvero con la morte cerebrale. I relatori intervenuti hanno però dimostrato come, attraverso i progressi della scienza, molti pazienti abbiano recuperato sorprendentemente le loro facoltà fino a condurre una vita ai limiti della normalità. L'intervento del professor Paul A. Byrne, professore di Pediatria presso la Facoltà di Medicina dell'Università dell'Ohio (Stati Uniti) e direttore del reparto di Neonatologia e Pediatria al S. Charles Mercy Hospital dell'Ohio, ha subito messo in luce numerosi casi clinici sorprendenti. Quanto emerge dall'esperienza diretta del professor Byrne testimonia che spesso molti pazienti nati con danni cerebrali alla nascita, oggi conducono una vita sostanzialmente normale e, soprattutto, sono felici di vivere. «La morte - ha affermato Byrne - non può identificarsi con il venir meno delle funzioni cerebrali: devono cessare anche quelle respiratorie e circolatorie perché un paziente possa essere qualificato come morto. Infatti non è il cervello a rendere viva una persona, bensì l'anima».

Riportiamo un'intervista concessa dal professor Byrne alla rivista Radici cristiane.

[Nella foto: il professor Paul A. Byrne]

Data: 12/04/2008
Autore: Veronica Rasponi

scutari.jpgIl 29 ottobre 2005, dopo un anno di lavori di ristrutturazione, è stato benedetto è inaugurato il Monastero "S. Chiara" in Scutari (Albania). La particolarità di questo convento è che sorge nell'edificio che nel 1946 fu sequestrato dal regime del dittatore comunista Enver Hoxha (16 ottobre 1908 - 11 aprile 1985) e trasformato da convento dei frati minori a sede del Sigurimi i Shtetit, divenendo così la centrale della più spietata persecuzione politico-religiosa perpetrata per oltre quarant'anni anni dal regime comunista.
«Ogni fascista portatore di un vestito clericale deve essere ucciso con una palla nella testa e senza processo». Era questo uno dei motti del regime che nel 1967 proclamò l'ateismo di Stato e che torturò e uccise centinaia di sacerdoti, religiosi, religiose e semplici cattolici con lo scopo di annientare la religione e la memoria di Dio.
Una storia purtroppo, ancora poco conosciuta nella quale risplende l'esempio e la gloria dei martiri albanesi che rimasero fedeli a Cristo a costo della loro stessa vita.

Data: 11/04/2008
Autore: Egidio Picucci

mons_ravasi_2.jpgI giornali messicani e le agenzie spagnole escono con titoli roboanti: «En el infierno no hay llamas, sino hielo» ("Nell'inferno non ci sono fiamme ma gelo"), «Descarta el Vaticano que infierno sea horroroso y envuelto en llamas». Motivo di questi titoloni, in parte fuorvianti, le dichiarazioni del Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, l'arcivescovo mons. Gianfranco Ravasi, che ha spiegato all'agenzia messicana Notimex che "l'inferno è una realtà particolarmente importante nel messaggio cristiano", ma che "l'inferno non è il luogo delle fiamme che bruciano, immagine utilizzata per rappresentare il luogo della condanna, ma è un stato in cui si trovano le creature che si allontano da Dio". "L'inferno - ha continuato il prelato - non lo si deve raffigurare con le fiamme, ma piuttosto con il gelo, perché l'inferno è l'assenza d'amore, è il terrore e lo stridore di denti". Insomma: fiamme e fuoco o gelo? Un Servo di Dio e una Suora contadina entrano nel dibattito...

Data: 09/04/2008

tonyblair.jpgIl noto neo convertito dall'anglicanesimo, ex primo ministro inglese e indicato come futuro Presidente dell'Unione Europea, ha tenuto una conferenza a Westminster dal titolo "Fede e globalizzazione" davanti ad un numeroso e qualificato uditorio. Presente anche il card. Cormac Murphy O' Connor, che è l'organizzatore di un ciclo di conferenze sulla religione. E quella di Blair è stata l'ouverture... Sarà forse il caso di dire "Vladimir Solovëv docet"?

Data: 05/04/2008
Autore: AAVV

piu_famiglia.jpgIn Italia oggi sposarsi non conviene. Dal punto di vista economico lo Stato discrimina il matrimonio rispetto ad altre scelte di vita, anche se la Costituzione è molto chiara a tal proposito, dedicando ben tre commi alla sua difesa e sostegno. Il nostro sistema fiscale è un tipico esempio dell'indifferenza dello Stato nei confronti del contributo fornito dalla famiglia al bene comune.
In Italia si può detrarre di tutto senza tetto di reddito: la rottamazione delle auto, dei motorini, la ristrutturazione delle case, la palestra e addirittura le mance date ai croupier dei casinò; non così per i familiari o per i figli, non riconosciuti come un bene per la nazione e un patrimonio comune.
Non si può sperare che l'Italia cresca senza ridare centralità alla famiglia come soggetto sociale...

Data: 05/04/2008
Autore: Caterina Tartaglione

monte_grappa.jpgCade quest'anno il 90º anniversario dalla fine della Prima Guerra Mondiale. In questo anno anniversario si sta avvicinando l'ora della pacifica invasione di Bassano del Grappa da parte delle "Penne Nere" per l' 81ª Adunata Nazionale degli Alpini (dal 9 all'11 maggio). La scelta è caduta su questa città proprio per l'importanza che ebbe il Massiccio del Grappa nella Grande Guerra. Il Grappa, infatti, nel 1917 divenne il baluardo di difesa dalle truppe austriache che, dopo la battaglia di Caporetto, ambivano alla conquista della riva orientale del Piave e al controllo del Massiccio, poiché esso rappresentava il nodo di sutura fra la linea montana e quella del fiume stesso. Il Grappa divenne così il simbolo dell'unità nazionale, dove schiere di giovani combattenti di ogni arma, affluiti per difendere la salvezza della Patria, si immolarono per contrastare l'ultima offensiva Austro-Ungarica...

[Foto: Il sacrario sorge sulla cima del M.te Grappa, a quota 1.776. Vi sono custoditi i resti mortali 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti, e di 10.295 caduti austriaci,di cui 10.000 ignoti. Una grande scalinata composta da cinque rampe di scalini, porta sulla cima del monte e del sacrario, dove si erge il santuario della Madonnina del Grappa. Il tempietto di forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce, custodisce la Madonnina del Grappa, mutilata nel gennaio 1918 da una granata austriaca e pazientemente ricomposta. L'effige della Madonna venne consacrata dal Cardinale Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X.]

Proponiamo un breve dossier sulla grande battaglia del Monte Grappa.

Data: 04/04/2008
Autore: AAVV

malatya.jpgIl prossimo 18 aprile sarà passato un anno da quella che viene ricordata come la strage di Malatya, nella Turchia centrale, dove tre cristiani presbiteriani, i turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel e il tedesco Tilman Ekkehart Geske, furono torturati e sgozzati da cinque giovani, apparentemente fanatici e ispirati da ideologia ultranazionalista.
Oggi c'è un avvocato turco che si adopera per ricostruire il delitto e per capire da chi, e soprattutto perché, siano stati veramente uccisi i tre cristiani, ma la sua curiosità gli sta costando cara. Forse dietro la strage non c'è solo la follia dei cinque giovani fanatici...

Data: 03/04/2008
Autore: Marta Ottaviani

cerimoniere_polacco.jpgMonsignor Konrad Krajewski, del Clero della Diocesi di Lodz, nominato Cerimoniere Pontificio il 22 maggio 1999, ha rilasciato su Giovanni Paolo II una testimonianza molto toccante, che riportiamo di seguito.

Data: 02/04/2008
Autore: mons. Konrad Krajewski

giovanni_paolo_ii.jpgQuesta mattina, alle ore 10.30, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, sul sagrato della Basilica Vaticana, la celebrazione della Santa Messa con i Cardinali nel III Anniversario della morte del Servo di Dio il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.
Pubblichiamo di seguito l'omelia che il Papa ha pronunciato nel corso della Celebrazione Eucaristica.

Data: 02/04/2008

d_agostino.jpgUna campagna elettorale rivelatrice: il pragmatismo politico pare scivolare paurosamente verso l'utilitarismo politico. A tal proposito giunge una puntualizzazione particolarmente stimolante del prof. Francesco D'Agostino, ordinario di Filosofia del Diritto e Presidente onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica: "Si sente ripetere, ormai da varie parti, che questa è la più 'brutta' campagna elettorale della storia repubblicana. Anch'io, a mio volta, ritengo questa campagna elettorale 'brutta', ma per una ragione diversa...".

Testo integrale dell'articolo del prof. F. D'Agostino

Data: 01/04/2008
Autore: Francesco D'Agostino

card_dias.jpgPopolazione, natalità, aborto, spese sociali, povertà, adozione, distruzione del matrimonio sono alcuni dei capitoli del DOSSIER «La Crisi della famiglia in Europa», diffuso dall'Agenzia Fides (l'agenzia della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, di cui il Prefetto è il card. Ivan Dias). Particolarmente allarmante il capitolo dedicato all'aborto. Infatti Fides riferisce che «ogni 25 secondi si consuma un aborto nell'Europa a 27 Paesi, dove ogni giorno vengono chiuse tre scuole per mancanza di bambini. Nel 2004, la cifra di aborti è stata di 1. 235. 517, pari a una media di 3.385 al giorno. Sono state abortite il 19,4 % delle gravidanze, un nascituro su cinque. La Spagna è il paese nel quale è aumentato di più il numero di aborti negli ultimi dieci anni, con un incremento del 75%, seguita dal Belgio, con il 50% e dall'Olanda, con il 45%». Se non bastassero i numeri assoluti e le percentuali, viene ricordato che «l'aborto è la prima causa di mortalità in Europa e ha fatto più vittime delle malattie di cuore, delle malattie cardiovascolari, degli incidenti stradali, droga, alcool, suicidi. Il numero degli aborti è anche superiore del numero dei decessi per malattia». Eppure la legislazione pro aborto continua a diffondersi: «Con la decisione del Portogallo dell'aprile 2007, di rendere possibile l'aborto entro la decima settimana di gravidanza, sono solo tre i Paesi europei dove l'aborto è tuttora illegale: Irlanda, Malta e Polonia».

Le cose non vanno meglio sul piano delle istituzioni europee, che continuano a promuovere e favorire l'aborto, considerato un «diritto europeo»: «È stata una risoluzione approvata dal Parlamento europeo nel 2002 sui "diritti sessuali e riproduttivi" - ricorda Fides - a sancire che "l'interruzione di gravidanza deve essere legale, sicura e accessibile a tutti", chiedendo ai governi di "astenersi in qualunque caso dal perseguire le donne che si sono sottoposte ad aborto illegale", sollecitando la distribuzione di contraccettivi e servizi per la salute sessuale "a titolo gratuito o a un costo molto basso per i gruppi meno abbienti", pronunciandosi per un accesso ai metodi contraccettivi d'emergenza come la pillola del giorno dopo "a prezzi accessibili", garantendo educazione sessuale e disponibilità di contraccettivi anche ai bambini, senza il consenso dei genitori».

Un altro aspetto preoccupante evidenziato nel DOSSIER è la possibilità che nel prossimo mese di maggio, il Consiglio d'Europa approvi il nuovo testo della Convenzione europea sull'adozione di minori. "Se questo avverrà, i single potranno avere il diritto di adottare un bambino e tutti gli Stati europei dovranno modificare le loro leggi nazionali per adattarle a questo principio". Il vice-segretario generale del Consiglio d'Europa, Maud de Boer-Buquicchio, la prima donna ad occupare questo incarico, ha affermato che "quello dei single è un diritto pieno e gli Stati saranno obbligati a modificare le loro leggi". "A discrezione degli Stati, vi sarà la decisione di far accedere a questo "diritto pieno" anche le coppie di fatto e quelle dello stesso sesso, che siano registrate o semplicemente conviventi".

Testo integrale del Rapporto presentato da Fides.

Data: 31/03/2008
Autore: Agenzia Fides

divina_misericordia.jpgA tre anni esatti dalla morte di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta alla vigilia della Festa della Divina Misericordia 2005, Roma si prepara dal 2 al 6 aprile 2008 ad ospitare il Primo Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia e a vivere cinque giorni di preghiere, studio, dibattito e testimonianze anche di personalità non cattoliche, oltre ad esperienze di missione come punto di partenza per i Congressi della Misericordia che si terranno prima a livello continentale nel 2009, e poi a livello nazionale nel 2010 e diocesano nel 2011. Un evento che unisce il ricordo di Giovanni Paolo II a tre anni dalla morte con la riflessione intorno alla realtà vissuta da suor Faustina Kowalska, la mistica polacca canonizzata da papa Wojtyla, testimone di visioni radicate proprio nella Misericordia Divina. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di chiamare a raccolta delegati e fedeli da tutto il mondo per riflettere sulla particolare tenerezza del Dio Vivente, la SS. Trinità, interiorizzando il messaggio della Divina Misericordia nella vita personale, in un'ottica teologica e missionaria, per rivedere i programmi pastorali della Chiese locali e comunicare al mondo l'esperienza d'amore su cui si fonda la fede in Gesù Cristo. Benedetto XVI ha ricordato, molto opportunamente, che: "Soltanto la misericordia di Dio incarnatasi in Gesù può ristabilire l'equilibrio del mondo tra il male e il bene, iniziando dal piccolo "mondo" che è il cuore dell'uomo." (Angelus, 23 febbraio 2007).

Continua a leggere... e troverai notizie utili e materiale molto interessante.

Data: 29/03/2008
Autore: AAVV

chinaflag.jpgPer il dramma del Tibet si comincia - giustamente - a parlare di boicotaggio delle Olimpiadi, ma per gli orrori che da decenni si compiono nel Laogai-Cina , soprattutto contro i più di 400milioni di piccoli indifesi eliminati con l'aborto di stato, chi si sarebbe mosso?

Data: 28/03/2008
Autore: Maurizio Stefanini

guareschi_nel_lager.jpgUna lieta sorpresa per gli amici guareschiani. Uscirà alla fine di maggio per Rizzoli "Il grande diario" di Giovannino Guareschi. Il libro contiene gli scritti inediti che l'autore compose durante i due anni di internamento nei lager nazisti. Il numero dell'internato Guareschi era 6865. Il materiale è stato ritrovato nell'archivio paterno da Alberto e Carlotta Guareschi. Lo scrittore fu arrestato l'8 settembre 1943 ad Alessandria, e tornò in libertà il 28 agosto 1945. Faceva parte degli IMI (Internati militari italiani), cioè quei soldati che dopo l'armistizio si erano rifiutati di combattere a fianco dei tedeschi. Guareschi di quei giorni terribili scrisse: «Nonostante tutto e tutti, io sono riuscito a passare attraverso questo cataclisma senza odiare nessuno. Fummo peggio che abbandonati, ma questo non bastò a renderci dei bruti: con niente ricostruimmo la nostra civiltà. Non abbiamo vissuto come bruti: costruimmo noi, con niente, la Città Democratica. E se, ancor oggi, molti dei ritornati guardano ancora sgomenti la vita di tutti i giorni tenendosene al margine, è perché l'immagine che essi si erano fatti, nel lager, della Democrazia, risulta spaventosamente diversa da questa finta democrazia che ha per centro sempre la stessa capitale degli intrighi e che ha filibustieri vecchi e nuovi al timone delle vecchie navi corsare». Parole forse da meditare seriamente proprio in questi giorni di campagna elettorale...

(Nella foto: vignetta di Guareschi nel lager)

Data: 26/03/2008
Autore: Egidio Bandini

padre_mariano_da_torino_2.gifIl 14 marzo scorso sono state riconosciute da Benedetto XVI le virtù eroiche del frate cappuccino Padre Mariano da Torino. Dal 1955 fino alla morte (27 marzo 1972) l'umile frate cappuccino con il suo saluto sorridente "Pace e bene" entrava settimanalmente e contemporaneamente in tantissime famiglie italiane, non passando attraverso i muri, ma attraverso la televisione; divenendo così il "super predicatore". Tenne in tv rubriche notissime, come "La posta di Padre Mariano", "In famiglia", "Chi è Gesù?". Una splendida figura che anche le giovani generazioni dovrebbero conoscere.

Data: 26/03/2008
Autore: Egidio Picucci

nennolina_1.jpgUna testimone di Gesù di soli sei anni. Antonietta Meo, detta familiarmente "Nennolina", romana di nascita, ha visto Gesù vivo, di carne...

Nennolina nasce in una famiglia di solidi principi morali e religiosi, dove si recita il Rosario ogni giorno. E' una bambina molto vispa, sempre allegra, che ama cantare. Un giorno cade sbattendo il ginocchio su un sasso. Ma il dolore sembra non voler passare. I medici, che inizialmente non capiscono la natura del suo male, alla fine le diagnosticano un "osteosarcoma", un tumore alle ossa. Le viene quindi amputata la gamba. Nennolina, che ha poco più di cinque anni, mette allora una pesante protesi ortopedica; comincia la salita al calvario, ma la vivacità è quella di sempre...

Il 17 dicembre 2007 il Santo Padre, Benedetto XVI, ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto sulle virtù eroiche di Antonietta Meo, così la piccola è stata dichiarata "Venerabile". Potrebbe presto diventare la più giovane beata non martire nella storia della Chiesa, è infatti già allo studio una presunta guarigione miracolosa, segnalata negli Stati Uniti.

Il suo corpo, dal 5 luglio del 1999, riposa in una piccola cappella adiacente a quella dove si conservano le reliquie della Passione di Gesù, all'interno della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Quella di Nennolina è una storia dolorosa, un'apparente storia ordinaria di quel vasto mondo dell'infanzia sofferente, ma è anche una storia rischiarata da una luce straordinaria, che illumina chi vi si accosta, introducendo al senso di quel grande mistero della vita che è il "dolore innocente"...

Data: 24/03/2008
Autore: AAVV

lincredulita_di_tommaso.jpgE' il 1970. Paolo VI, dopo la grande testimonianza data alla Chiesa e al mondo con il 'Credo del popolo di Dio' del 30 giugno 1968, in parecchi drammatici discorsi parla dell'«ora inquieta della Chiesa», vede su di essa «nuvole, tempesta, buio», denuncia la penetrazione dentro le sue volte del «fumo di Satana». Proprio in questi mesi Paolo VI riesce a realizzare un suo grande desiderio per confermare il fondamento della fede: «Et resurrexit tertia die», un grande simposio internazionale sulla resurrezione di Gesù. Il titolo fu proprio «Resurrexit». Alla fine gli studiosi furono ricevuti dal Papa. «Ricordo che Paolo VI parlava in francese» - testimoniò il padre gesuita Ignace de la Potterie - «e sottolineò i due capisaldi storici della testimonianza degli apostoli: la tomba vuota e le apparizioni di Gesù risorto. Il come e il quando della resurrezione è un mistero, ma resta il 'fatto' e qui Paolo VI scandì bene queste parole: "Il fatto empirico e sensibile delle apparizioni pasquali". Ed aggiunse un monito che colpì molti di noi: "Se non manteniamo la fede in questo fatto empirico e sensibile trasformiamo il cristianesimo in una gnosi"». Era anche un grido di allarme. Poi accadde un piccolo incidente. Raccontava padre De La Potterie: «Quando, nel 1974, uscirono gli Atti del simposio con l'allocuzione pontificia, pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana, quella frase - essendo stata pronunciata a braccio - non c'era». Oggi, dopo più di trent'anni, si giunge ad affermare: «La risurrezione non solo non è un miracolo, ma non è neppure un avvenimento empirico. E la fede nella risurrezione non dipende dal fatto che si accetti o respinga la realtà storica del sepolcro vuoto». Così recita il motto di copertina messo a commento del testo di Andrés Torres Queiruga, professore di Filosofia della religione presso l'Università di Santiago de Compostela: «La risurrezione senza miracolo», da poco tradotto in italiano. L'opuscolo è l'espressione compiuta di una tendenza che, dopo Bultmann, è divenuta egemone negli studi esegetici e teologici: quella per la quale la risurrezione di Gesù è una pietra errante, un masso erratico che la critica deve rimuovere onde rendere comprensibile, all'uomo moderno, il contenuto della fede cristiana. Il Cristo risorto di Piero della Francesca o L'incredulità di Tommaso di Caravaggio appartengono all'arte del passato? Nel futuro non si potrà più dare una lettura realistica della risurrezione, solo quella "simbolica" potrà essere ammessa?

La risposta la riceviamo dal servo di Dio Giovanni Paolo II, che in un memorabile discorso durante l'Udienza generale del mercoledì, il 25 gennaio 1989, affermava: «Il Risorto "in persona" apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" Essi infatti "credevano di vedere un fantasma". In quella occasione Gesù stesso dovette vincere i loro dubbi e il loro timore e convincerli che "era lui": "Toccatemi e convincetevi: un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". E poiché loro "ancora non credevano ed erano stupefatti", Gesù chiese loro di dargli qualcosa da mangiare e "lo mangiò davanti a loro"». Insomma «egli stabilisce con loro rapporti diretti, proprio mediante il tatto. Così nel caso di Tommaso... Li invita a constatare che il corpo risorto, col quale si presenta a loro, è lo stesso che è stato martoriato e crocifisso». Riportiamo integralmente il testo di questo importante discorso.

Data: 22/03/2008
Autore: Giovanni Paolo II