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55 anni fa accadeva un evento significativo che l'occidente sembra ormai aver dimenticato: la rivolta operaia a Berlino Est nel giugno 1953, la prima insurrezione contro i sovietici dopo la morte di Stalin, avvenuta il 5 marzo dello stesso anno. La causa iniziale dei disordini, che coinvolsero tutto il paese e soprattutto la classe operaia, furono le pesanti condizioni di vita e la restrizione delle libertà individuali imposte dal regime comunista. Il 16 giugno le manifestazioni assunsero un carattere più politico, con la richiesta di dimissioni del governo e l'indizione di libere elezioni; il 17 giugno, la rivolta veniva stroncata dai carri armati sovietici, con diverse decine di morti.
Gli intellettuali comunisti italiani e l'Unità, organo ufficiale del PCI, etichettarono i manifestanti come "fascisti" al soldo degli Stati Uniti e della Germania dell'Ovest e si schierarono totalmente dalla parte del governo comunista, come sarebbe accaduto negli anni successivi, davanti alle violente repressioni delle rivolte popolari negli stati oppressi dal regime sovietico.
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Data: 30/06/2008
Autore: Vito Punzi |
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Marta Sordi e José Miguel García con la loro competenza ci introducono in questo tempo di grazia che è il "Giubileo Paolino"...
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Data: 29/06/2008
Autore: Roberto Persico |
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Benedetto XVI, durante la celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, ha presieduto la solenne apertura dell'Anno Paolino indetto per celebrare i duemila anni della nascita dell'apostolo delle genti.
Alla presenza del patriarca ecumenico Bartolomeo I, di un rappresentante dell'arcivescovo di Canterbury e dei fedeli riuniti nella Basilica di San Paolo fuori le mura, il Santo Padre ha pronunciato l'Omelia che riportiamo, concludendo con queste parole: "In questa ora ringraziamo il Signore, perché ha chiamato Paolo, rendendolo luce delle genti e maestro di tutti noi, e lo preghiamo: Donaci anche oggi testimoni della risurrezione, colpiti dal tuo amore e capaci di portare la luce del Vangelo nel nostro tempo. San Paolo, prega per noi!"
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Data: 28/06/2008
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Il card. John Henry Newman è annoverato tra i maggiori apologisti di ogni tempo, in grado, a giudizio di alcuni, di rivaleggiare con uomini del calibro di Tertulliano o di san Giustino. La sua conversione dall'anglicansimo alla fede cattolica fu di ispirazione ed esempio ad altri grandi convertiti del XIX secolo ed i sui scritti continuano meritatamente a suscitare interesse e ad essere oggetto di studio. Riportiamo un'articolo della rivista Il Timone, nel quale vengono illustrati i motivi che spinsero John Henry Newman ad abbracciare la fede cattolica nel 1845. Ricordiamo, inoltre, con piacere che lo scorso 24 aprile la Consulta Medica della Congregazione per le Cause dei Santi ha espresso all'unanimità giudizio positivo sulla straordinarietà della guarigione attribuita all'intercessione del Ven. Card. John Henry Newman C.O. e l'ha presentata dalla Postulazione come "miracolo" per la sua beatificazione.
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Data: 27/06/2008
Autore: Giuseppe Bonvegna |
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In occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, il Papa indosserà un nuovo pallio, differente dal precedente. Il maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Guido Marini, intervistato dall'Osservatore Romano spiega il significato di questa innovazione e di altri cambiamenti introdotti in questo ultimo periodo: l'utilizzo del pastorale del Beato Pio IX, la ricollocazione della Croce al centro dell'altare, la Comunione distribuita ai fedeli in ginocchio. E per rispondere a coloro che accusano il Papa di voler imporre così modelli preconciliari, risponde: "La verità attraversa l'antico e il nuovo ed è a essa che dobbiamo tendere senza precomprensioni... Ciò che più importa è che tutto concorra perché la celebrazione liturgica sia davvero la celebrazione del mistero sacro, del Signore crocifisso e risorto che si fa presente nella sua Chiesa".
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Data: 26/06/2008
Autore: Gianluca Biccini |
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Il mese di giugno è stato ricco di eventi per gli appassionati di Gilbert Keith Chesterton: il 14, 15 e 16 giugno si è tenuta, infatti, una serie di conferenze, rispettivamente a Roma, Verona e Milano, dal titolo Chesterton: l'Ortodossia del buonumore, alle quali ha partecipato un ospite d'onore: padre Ian Boyd c.s.b, uno dei massimi esperti dello scrittore inglese, fondatore e direttore della Chesterton Review e Presidente del Chesterton Institute for Faith & Culture dell'Università di Seton Hall nel New Jersey. La figura di Chesterton, grande convertito inglese, nonché uomo di esemplare saggezza, si sta riscoprendo con interesse anche in Italia e di questo sono un segno evidente i vari scritti della sua sterminata bibliografia che, nel solo 2008, grazie a diversi editori, sono riapparsi nelle librerie italiane, ma anche la nascita della Società Chestertoniana Italiana.
Riportiamo di seguito un'intervista a padre Ian Boyd pubblicata dall'Osservatore Romano, nei giorni della sua permanenza in Italia.
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Data: 25/06/2008
Autore: Paolo Pegoraro |
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Nello studio della storia del XVIII secolo, lo spazio dedicato alle vicende del valoroso popolo vandeano è piuttosto esiguo: si parla della Rivoluzione francese, ma non si accenna a questo popolo del nord della Francia che, in nome della fede, si ribellò, e con esemplare coraggio, al potere anticristiano dilagante. Fedeli a Dio, alla Chiesa e al Re, i cattolici vandeani si opposero al progetto totalitario della Rivoluzione francese, e scelsero di combattere sotto lo stendardo del Sacro Cuore di Gesù, al motto di "Dieu Le Roi" (Dio è il Re). Fra loro non vi erano né ufficiali, né nobili: era il popolo, che, sostenuto dall'ideale della difesa della fede cattolica e della monarchia, si organizzò nell'Armata cattolica e reale.
Riportiamo un articolo della rivista Radici Cristiane che spiega il profondo legame tra la Francia dei Re cattolici e il Sacro Cuore di Gesù.
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Data: 22/06/2008
Autore: Philippe Pichot-Bravard |
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Riportiamo il testo integrale di un'interessantissima intervista rilasciata dal Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus, che purtroppo, in Italia, non ha avuto eco. Il Presidente Klaus è, infatti, una delle poche e autorevoli voci che si sono levate in difesa della volontà popolare espressa dal risultato del referendum irlandese, sottolineando che l'Europa che i popoli desiderano, non è certo quella che si sta delineando. Rispetto agli altri capi di stato, che si stanno affannando a far ratificare il Trattato, ecco qual è il pensiero di Klaus: "La ratifica non si può continuare, il Trattato non può più entrare in vigore. Continuare come se niente fosse accaduto sarebbe pura ipocrisia. Questa sarebbe una notizia molto più rivelatrice dello "stato dell'Unione" rispetto al NO irlandese"...
Un'intervista da non perdere. |
Data: 22/06/2008
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L'Agenzia Fides, della Congregazione vaticana per l'evangelizzazione dei popoli, ha pubblicato un interessante studio per documentare quali siano le origini del tanto ostentato vessillo arcobaleno, esposto persino nelle chiese quale simbolo di pace: esse sono da ricercarsi nella teosofia e nel New Age. L'autore dell'articolo espone alcune domande: "come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano, hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace?... Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l'origine della bandiera della pace?"
Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che, più o meno consapevolmente, hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno, soprattutto dopo aver letto questo ben documentato studio che riportiamo integralmente...
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Data: 21/06/2008
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In questi giorni, dopo che il referendum popolare in Irlanda ha bocciato il Trattato di Lisbona, il Presidente della Repubblica e ora anche il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, hanno rilasciato dichiarazioni a dir poco sorprendenti, che dimostrano la decisa volontà di procedere ugualmente con la ratifica del "Trattato respinto democraticamente". L'Irlanda se la veda lei.
Non dimentichiamo però, che il popolo irlandese si è chiaramente espresso non contro l'Europa dei popoli, ma - come ben spiega il prof. Roberto de Mattei nell'articolo che riportiamo - contro un'Europa dei burocrati, che vorrebbe eliminare le identità nazionali e le radici cristiane del continente, per costituire un super-stato dalle fondamenta laiciste, il quale governi in nome dei popoli, ma al di sopra della volontà popolare.
Una voce fuori dal coro è quella del Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, che senza timore ha affermato: «E' una vittoria della libertà e della ragione su progetti elitari artificiali e sulla burocrazia europea. Il progetto del Trattato di Lisbona è finito oggi, con la decisione degli elettori irlandesi, e la sua ratifica non può continuare». Forse Vaclav Klaus non sapeva quanto Giorgio Napoletano aveva solennemente affermato l'anno passato: «Quelli che sono anti-Unione europea sono terroristi. È terrorismo psicologico evocare lo spettro di un super-stato europeo» (Julia Hartley-Brewer, Daily Express 17 giugno 2007). Chissà se tra non molto anche il Presidente della Repubblica Ceca potrà essere indagato come possibile terrorista... Scherzi a parte, l'eurocasta non scherza. Corriamo ai ripari.
[nella foto: il Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus] |
Data: 19/06/2008
Autore: Roberto de Mattei |
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Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto, dopo lunga malattia, ad Asiago, all'età di 86 anni. La notizia della sua morte è stata tenuta riservata dalla famiglia, per espressa volontà dello scrittore. I funerali sono stati celebrati in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago. Fu un uomo di grandi passioni, instancabile narratore, innamorato delle montagne, dei boschi, delle genti semplici e perbene, dello spirito autentico degli alpini. Rigoni, nella sua opera più famosa "Il sergente nella neve" (1953), ha raccontato con realismo, verità e grande umanità la drammatica pagina della ritirata dei nostri soldati in Russia durante la seconda guerra mondiale. Rigoni nacque ad Asiago (Vicenza) nel 1921, nel 1938 si arruolò volontario alla scuola militare d'alpinismo di Aosta e, più tardi, ha combattuto come alpino nella divisione Tridentina, nel battaglione Vestone, partecipando alle campagne di Francia, Albania, Grecia e Russia.
Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna
Ma ti preghiamo su nel paradiso
Su nel paradiso lascialo andare
per le Tue montagne
Santa Maria, signora della neve
copri col bianco soffice mantello
il nostro amico il nostro fratello
Su nel paradiso lascialo andare
per le Tue montagne. |
Data: 18/06/2008
Autore: AAVV |
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Un dossier denuncia che spesso le sentenze delle corti comunitarie e le direttive anti-discriminazione entrano in contrasto con la Costituzione italiana. «I famosi Dico, le adozioni alle coppie omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso... Tutto ciò che crediamo di aver chiuso fuori della porta del nostro Paese rischia di rientrare ora dalla finestra dell'Europa». È l'allarme che lancia la professoressa Marta Cartabia, docente di Diritto costituzionale all'università di Milano-Bicocca e curatrice di un corposo saggio intitolato I diritti in azione. [nella foto: il palazzo della Corte Europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo] |
Data: 17/06/2008
Autore: Andrea Tornielli |
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La rivolta d'Ungheria, nell'ottobre 1956, fu la prima grande frattura apertasi nel mondo comunista dopo la morte di Stalin (marzo 1953). Essa fu, infatti, la più evidente manifestazione del rigetto popolare del sistema staliniano imposto da Mosca ai paesi dell'Europa centro-orientale. In questa circostanza, Imre Nagy (nella foto), capo legittimo del governo ungherese, venne accusato dai russi d'aver perduto il controllo della situazione e legalizzato l'insurrezione; fu arrestato dalle truppe russe e rumene a Budapest, fu deportato, proditoriamente processato e impiccato dai russi nel 1958.
La reazione che la repressione sovietica della rivolta d'Ungheria provocò in Italia fu duplice: da un lato l'indignazione, dall'altro, l'élite del Pci rimase fermamente decisa nel condannare la rivolta e sostenere le ragioni dell'intervento russo.
A cinquant'anni dall'impiccagione, ecco la lettera con cui Nagy chiese (inutilmente) al compagno Togliatti, leader del Pci, di intercedere per gli insorti ungheresi...
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Data: 15/06/2008
Autore: AAVV |
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Il 12 giugno, temendo quello che poi di fatto è accaduto in Irlanda, Libération, il giornale della sinistra chic (posseduto dai famosi Rotschild), con un articolo di Alain Duhamel, fratello del direttore generale di France Télévision, vomitava rabbia e disprezzo contro il "dispotismo irlandese", che osava sfidare l'Unione europea.
Per l'élite europea chi vota contro non è abbastanza evoluto. Ma ogni volta che si passa dalle urne per loro c'è una sberla. Il Trattato di Lisbona deve essere approvato all'unanimità, e il "no" di Dublino dovrebbe chiudere automaticamente la partita. Ma l'élite europea - o "eurocasta" che dir si voglia - non ha alcuna intenzione di mollare l'osso, e già ieri sera provava a derubricare la nuova bocciatura come un semplice incidente di percorso, aggirabile con uno dei tanti marchingegni istituzionali già adottati in passato. Magari chiamando di nuovo gli irlandesi alle urne il prossimo anno. Ovviamente, avessero vinto i "sì", col cavolo che i fautori del "no" avrebbero avuto una seconda chance. È di questa strana idea di democrazia che i popoli europei non si fidano...
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Data: 14/06/2008
Autore: Fausto Carioti |
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Nella seconda metà del XIX secolo, mentre le classi dirigenti della maggior parte dei paesi, mosse dal secolarismo imperante, si allontanavano via via dalla tradizione cattolica, emergeva la figura di un personaggio singolarissimo: lo statista García Moreno, per più anni Presidente dell'Ecuador, profondamente legato alla figura del Beato Papa Pio IX, del quale fu strenuo difensore.
Nel mezzo di un'epoca segnata da dure persecuzioni liberal-massoniche alla Chiesa, culminate con la presa di Roma, l'Ecuador di García Moreno fu una sorprendente eccezione: il Presidente fedele alla dottrina della Chiesa, era convinto che solo rispettando in tutto la Legge di Dio si poteva raggiungere il bene comune temporale di una nazione cristiana, tanto che il culmine spirituale e morale della sua azione fu, nel 1873, l'atto di Consacrazione del Paese al Sacro Cuore di Gesù, che molti altri paesi poi imitarono.
Il 16 agosto 1875 García Moreno fu pugnalato sulle scale della cattedrale di Quito. Egli portava al collo una corona del Rosario a cui era appesa una medaglia con impressa da un lato l'effigie del Papa Pio IX e dall'altra quella del Concilio Vaticano.
Presentiamo un breve profilo biografico pubblicato dalla rivista Radici Cristiane... |
Data: 12/06/2008
Autore: Juan Miguel Montes |
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Sono in arrivo alcune novità nel corpo della Gendarmeria vaticana, che ha il compito di vigilare per 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno, sul territorio vaticano e di intervenire per ogni necessità.
Intervistato dall'Osservatore Romano, Domenico Giani, alla guida della Direzione dei Servizi di sicurezza e della Protezione civile della Città del Vaticano, ha spiegato che sono stati recentemente istituiti due reparti speciali che dipendono direttamente dal comandante del Corpo della Gendarmeria: si tratta del Gruppo di Intervento Rapido, finalizzato al contrasto di eventuali attività eversive, e del reparto Antisabotaggio, uno speciale contingente formato da elementi altamente specializzati e addestrati, munito di sofisticate, innovative attrezzature tecnologiche.
Riportiamo il testo dell'intervista rilasciata all'Osservatore Romano dal comandante del Corpo della Gendarmeria vaticana.
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Data: 10/06/2008
Autore: Mario Ponzi |
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I cattolici irlandesi e i gruppi pro-life si stanno mobilitando per cercare di lanciare l'allerta sulle inevitabili conseguenze che provocherà il Trattato di Lisbona, se verrà approvato il prossimo 12 giugno. Una di queste è che l'Irlanda sarà costretta ad introdurre l'aborto nel paese. Sebbene la maggioranza dei mezzi di comunicazione Irlandesi, accompagnati da quelli europeisti degli altri stati, stiano facendo una massiccia campagna mediatica per ribadire che i timori dei cattolici sono infondati, la verità è che se il Trattato sarà approvato prevarrà sulla Costituzione Irlandese e certo il "diritto all'aborto" sarà uno dei primi ad essere garantiti...
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Data: 09/06/2008
Autore: Harry White |
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È in libreria "La Primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata" di Enzo Bettiza (Mondadori, Le Scie, pp. 159, euro 17,5). Bettiza visse nel 1968 la Primavera di Praga come inviato del Corriere della Sera. Vide così in prima persona i tragici momenti che segnarono la fine delle aspirazioni democratiche del popolo cecoslovacco e del sogno di un "socialismo dal volto umano" portato avanti da Alexander Dubcek. Nel libro Bettiza racconta anche di come il Pci, dopo le prime timide prese di distanza, si riallineò immediatamente alla politica dell'Unione Sovietica. La Primavera di Praga non fu l'altra faccia di una stessa medaglia: Sessantotto cecoslovacco e Sessantotto italiano sono radicalmente contrapposti...
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Data: 09/06/2008
Autore: Ugo Finetti |
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Se le parole "laicità", "democrazia" e "libertà" vengono applicate a situazioni storiche ove esse stesse sono clamorosamente negate dai fatti, allora queste parole risuonano paurosamente vuote e sorge il sospetto che esse siano la splendida facciata di cartapesta, che occulta un mondo di rovine...
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Data: 08/06/2008
Autore: Stefano Maria Chiari |
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Tutti riconoscono a prima vista il Corpo delle Guardie Svizzere Pontificie, in pochi però sono a conoscenza del ruolo effettivo che esse svolgono presidiando gli ingressi della Città del Vaticano, notte e giorno, e occupandosi della protezione e della sicurezza del Papa e della sua casa.
Intervistato dall'Osservatore Romano, il comandante in carica, colonnello Theodor Elmar Mäder, racconta come si svolge la giornata tipo di una Guardia Svizzera Pontificia e ci fa conoscere un po' più da vicino questi speciali collaboratori del Successore di Pietro...
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Data: 06/06/2008
Autore: Nicola Gori |
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