Lo Zuavo Pontificio

Venerdì, 4 Luglio 2008
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Osservatorio

Aprile 2008

Notizie

profilo.jpgCento anni fa, il primo maggio 1908, nasceva a Fontanelle di Roccabianca (Parma) Giovannino Guareschi, uno degli umoristi più completi del nostro Novecento. In occasione della Festa dei Lavoratori, il sindacalista Giovanni Faraboli, capo dei locali socialisti, interruppe il suo comizio per mostrare, dalla finestra della Casa dei Socialisti, il neonato al popolo, esclamando: "Compagni, oggi è nato un nuovo campione dei socialisti". La previsione era sbagliata, ma Faraboli fu scelto come modello per il personaggio immortale di Peppone.

A cento anni dalla nascita, Guareschi viene riproposto al grande pubblico non solo come scrittore, umorista, disegnatore, giornalista, polemista, autore radiofonico, sceneggiatore di film, di pubblicità per la tv e programmi radiofonici, ma più ancora come uomo libero. Un uomo talmente libero da obbedire solo alla propria coscienza, la quale obbediva solo al Padre Eterno. Un uomo talmente libero che un bel giorno, per continuare ad essere libero, prese la strada della galera, mettendo così in pratica quanto aveva scritto: "Per rimanere liberi bisogna a un bel momento prendere senza esitare la via della prigione". Libero, dunque, e perciò sovversivo. Scriverà infatti: "Monarchico in una repubblica; di destra in un paese che cammina decisamente, inflessibilmente verso sinistra; sostenitore dell'iniziativa privata in tempi di statalismo, assertore di italianità in tempi di antinazionalismo; cattolico intransigente in tempi di democristianismo, io non sono stato - come poteva sembrare - un indipendente, bensì un anarchico. Non un uomo libero, ma un sovversivo. E perciò è giusto che mi venga tolta la parola e la libertà"...

Data: 30/04/2008
Autore: Francesco Agnoli

adelaide_1.jpgSiamo nell'imminenza dell'uscita nelle sale cinematografiche del film storico religioso "Ghiaie", sulle presunte apparizioni della Madonna alla piccola bambina Adelaide Roncalli, avvenute in terra bergamasca per tredici giorni in due cicli: il primo dal 13 al 21 maggio, il secondo dal 28 al 31 maggio 1944.

La Madonna aveva predetto ad Adelaide: "Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso". "In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire...". Ma Adelaide era troppo bambina per valutare subito la gravità di queste parole. Dopo le apparizioni, fu isolata, spaventata e tormentata psicologicamente, tanto che alla fine qualcuno, il 15 settembre 1945, riuscì a strapparle uno scritto di ritrattazione che peserà come un macigno sul processo di riconoscimento delle apparizioni. Il 12 luglio 1946, smentì la ritrattazione che le era stata dettata, riaffermando per iscritto la veridicità delle apparizioni, ma purtroppo non ebbe l'esito sperato poiché il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo mons. Bernareggi emise il Decreto di "non consta", proibendo "ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate".

Ricordando il 60º anniversario della pubblicazione del Decreto del vescovo di Bergamo, ne pubblichiamo il testo originale e la sua spiegazione-commento, redatta pochi mesi dopo la sua promulgazione da un noto canonista dell'epoca, mons. B. Verzaroli, bergamasco e professore alla Pontificia Università Lateranense di Roma. Il commento fu inviato al Prevosto delle Ghiaie di Bonate, don Cesare Vitali. Si tratta di un testo che chiarisce il senso e i limiti del decreto.

Data: 29/04/2008

elio_sgreccia.gifL'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato il 16 aprile scorso la Risoluzione 1607 che invita i 47 Stati membri a orientare, laddove necessario, la propria legislazione in maniera da garantire effettivamente alle donne "il diritto di accesso all'aborto sicuro e legale"associando così, per la prima volta in un documento ufficiale del Consiglio d'Europa, il concetto di aborto a quello di "diritto".

Forti e argomentate critiche a questa preoccupante Risoluzione vengono mosse da mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, in un articolo apparso sull'Osservatore Romano, che qui proponiamo integralmente.

Data: 27/04/2008
Autore: mons. Elio Sgreccia

salma_08.jpgTutti in fila per venerare il corpo prezioso di un santo contadino. Con buona pace di quegli "intellettuali" e "spirituali" così poco evangelici e tanto mondani.

Per comprendere meglio quanto è avvenuto a San Giovanni Rotondo con l'esumazione del corpo di San Pio da Pietrelcina presentiamo un'intervista fatta al professor Nazzareno Gabrielli, perito biochimico del Vicariato di Roma per la conservazione dei Santi, che in queste ultime settimane ha continuamente fatto la spola fra Roma e San Giovanni Rotondo per «preparare» il corpo di Padre Pio in vista dell'esposizione ai fedeli. Seguono anche le interviste a mons. Nicola Bux, professore della Facoltà Teologica Pugliese e al teologo carmelitano padre Antonio Maria Sicari, autore per l'editrice Jaca Book di una fortunata serie di Ritratti di santi.

Data: 25/04/2008
Autore: AAVV

jean_galot.jpgSi sono svolti martedì scorso a Bruxelles i funerali del noto teologo gesuita Jean Galot, spentosi il 18 aprile a Woluwe-Saint-Pierre, nei pressi della capitale belga, all'età di 89 anni.

Padre Galot si è dedicato all'insegnamento, prima a Eegenhoven e successivamente a Roma, alla Gregoriana, dove ha tenuto per più di vent'anni la cattedra di teologia. Il suo è stato un insegnamento saldo, sorretto da una fede semplice e forte, impartito senza tanti ornamenti. Una presenza umile e discreta la sua, che ha comunque lasciato il segno sia negli studenti che nell'intera comunità di studiosi. Con gratitudine, proponiamo un breve profilo biografico.

Data: 24/04/2008

guareschi_giornale.jpgL'avanzata dei "Trinariciuti" del Fronte Popolare nell'aprile del 1948 è fermata da 'uomini normali', cioè da uomini dalla coscienza viva. Uno di essi - e non ultimo - è Giovannino Guareschi. La battaglia di Giovannino e di Candido contro il Fronte popolare, assicura il mantenimento della democrazia in Italia...

Data: 22/04/2008
Autore: Marco Ferrazzoli

solzenicyn_2.jpgLa pubblicazione in russo del libro "Arcipelago Gulag" nel dicembre 1973 a Parigi, segnò il destino dell'autore, Alexander Isaevic Solzenicyn (Premio Nobel per la letteratura, 1970). Infatti dopo un mese e mezzo Solzenicyn venne arrestato, internato nel carcere di isolamento di Lefortovo, privato della cittadinanza ed espulso dal suo Paese. Proprio qualche ora prima di essere arrestato e mandato in esilio, il 12 febbraio 1974, Solzenicyn scrisse forse la sua opera più significativa, l'appello "Vivere senza menzogna".

Nella rivista 'La Nuova Europa' (1, 2008), è comparso un interessante saggio di Ljudmila Saraskina, autrice di una monumentale biografia di Solzenicyn di imminente uscita in Russia, che ripercorre la storia e il significato del famoso appello di Solzenicyn a "vivere senza menzogna", che è innanzitutto l'invito a rifiutare di partecipare personalmente al male, secondo quanto a ciascuno viene dettato dalla sua personale coscienza. Si tratta dunque di un invito non politico, né filosofico o religioso, ma esistenziale rivolto a ciascuno perché ciascuno si interroghi sul senso della propria esistenza posta di fronte al tribunale della verità. La verità era stata appunto la provocazione che Solzenicyn aveva lanciato dal momento in cui aveva pubblicato il suo Una giornata di Ivan Denisovic e tale provocazione aveva scatenato la reazione, prima ancora che del Partito, di quella parte della società che con la propria complicità con la menzogna era la vera spina dorsale del sistema. L'impressionante rassegna delle reazioni degli scrittori ufficiali dà un'idea di quanto fosse estesa e profonda questa complicità e di quanto sia difficile resistere alla seduzione del male.

Data: 21/04/2008
Autore: Adriano Dell'Asta

mons_ranjith_3_1.jpgMons. Albert Malcom Ranjith, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha scritto la Prefazione del recente libro "Versato per molti. Studio per una fedele traduzione del pro multis nelle parole della consacrazione" (Cantagalli 2008), il cui autore è il sacerdote Manfred Hauke, professore di Patrologia e Dogmatica alla Facoltà Teologica di Lugano, dal 1992 membro della "Pontificia Academia Mariana Internationalis" e dal 2005 presidente della Società Mariologica Tedesca.

"Versato per molti" è uno studio meticoloso che raccoglie i frutti della discussione contemporanea su questo tema, ne presenta il fondamento biblico, segue l'interpretazione delle parole sacre durante la storia, riporta gli appositi documenti del Magistero e, finalmente, dona una lettura sistematica della corretta traduzione.

Riportiamo il testo integrale della Prefazione di mons. Ranjith e la Lettera circolare della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, inviata all'Episcopato mondiale il 17 ottobre 2006, nella quale si trattava la corretta traduzione delle parole latine "pro multis" nella formula per la consacrazione del Preziosissimo Sangue durante la celebrazione della Messa.

Data: 19/04/2008

cartina_1.jpgLe elezioni del 18 aprile 1948 furono la prima grande battaglia elettorale della Repubblica. Il clima è già quello della Guerra fredda. La Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi uscirà vincitrice dalle urne (48%) battendo il Fronte Democratico Popolare formato dal Pci di Togliatti, dal Psi di Nenni e da altre formazioni minori (31%). Le carte degli archivi militari alleati mostrano un'estrema preoccupazione per la situazione italiana prima e dopo il voto. C'è il timore che il Pci non accetti il risultato delle votazioni e scelga la strada rivoluzionaria. Lo scenario più temuto prevede il possibile intervento militare della vicina Jugoslavia di Tito. Le forze titine non avrebbero problemi a travolgere l'esercito italiano e a impadronirsi di località strategiche per tagliare in due l'Italia: Rimini, Ancona, la base aerea di Foggia e Trieste gli obiettivi principali. Il Pci, nel frattempo, insorgerebbe nelle regioni in cui è più forte: Emilia (20950 uomini armati); Lombardia (13000); Campania (6500); Piemonte (5500); Marche (5000); Umbria (5000); Veneto (5000).

Si tratta di un retroscena che solo ora viene alla luce grazie alle ricerche condotte da Salvatore Sechi e che sono pubblicate dalla rivista "Critica Sociale". Lo storico si è servito di documenti inediti provenienti dal Dipartimento di Stato e dagli archivi del Ministero della Difesa degli Stati Uniti.

(Nella cartina: la dislocazione degli uomini armati del Pci pronti a mobilitarsi in caso di insurrezione. Secondo le stime dei militari alleati e italiani, i comunisti potevano intervenire con qualche possibilità di successo in Emilia, Lombardia, Campania, Piemonte, Marche, Umbria e Veneto. Lo scenario più temuto era però un intervento nel conflitto di Tito. Le truppe jugoslave potevano avanzare via terra in Friuli. Ma anche sbarcare in città all'epoca strategiche dal punto di vista delle comunicazioni militari: Rimini, Ancona e Foggia.)

Data: 18/04/2008
Autore: Ugo Finetti

papa_in_usa.jpgBenedetto XVI ha concluso il giorno del suo 81º compleanno incontrandosi con circa 350 vescovi e cardinali statunitensi per recitare con loro la preghiera dei Vespri, nel Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione di Washington D.C.. Al termine della preghiera vespertina il Santo Padre ha pronunciato un lungo e articolato discorso e, successivamente, ha risposto alle domane a lui rivolte da alcuni dei vescovi presenti all'incontro.

Riportiamo di seguito i testi integrali dei due importanti interventi del Santo Padre.

Data: 17/04/2008

fame_globalizzata.jpgIl fantasma è arrivato ed è un fantasma che fa veramente paura... È il fantasma della «globalizzazione della fame». La fame si sta abbattendo sul mondo. Banca mondiale e Fondo monetario internazionale lanciano l'allarme: l'aumento dei prezzi del cibo sta riducendo alla fame intere popolazioni. Secondo dati ufficiali, dal marzo 2007 al marzo 2008 il prezzo del grano è cresciuto del 130%, la soia dell'87%, il riso del 74%, il mais del 31%. Senza immediati aiuti si rischiano proteste pubbliche e conflitti armati. In 37 Stati in tutto il mondo, da Haiti al Messico (con la rivolta della "tortilla"), dal Senegal all'Egitto, negli ultimi mesi continuano a susseguirsi rivolte per il forte rialzo dei prezzi dei generi alimentari, che colpiscono le fasce più povere di Paesi con un'economia fragile. Ma l'intervento immediato per queste popolazioni non è sufficiente; è necessario risalire alla causa di questa carestia mondiale che va avanzando. Il dito è puntato sulla globalizzazione che ora comincia a presentare i suoi conti. Il giorno dell'Epifania il Santo Padre aveva pronunciato parole molto importanti: «"Nebbia fitta avvolge le nazioni" e la nostra storia. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro». Nel bel mezzo di questa grave crisi alimentare mondiale la voce del Papa si farà udire a tutto il mondo quando rivolgerà il suo discorso all'assemblea dell'Onu il 18 aprile.

Data: 16/04/2008
Autore: Maurizio Blondet

i_love_the_pope.jpgGrazie Gesù,
perchè con il tuo servo Benedetto XVI hai preso per mano quella piccola bambina smarrita e sofferente che è l'umanità contemporanea, e la conduci sulle vie della speranza.
Anche a te, caro Santo Padre, presentiamo tutta la nostra gratitudine, piena d'affetto, nel giorno del tuo 81º compleanno.

Data: 16/04/2008

parlamento_bruxelles.jpgNella grande casa chiamata "Unione Europea" accadono episodi inquietanti che fanno pensare che si stia percorrendo la via di una "democrazia totalitaria", traduzione politica della «dittatura del relativismo». Il timore annunciato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II ha trovato conferma nei fatti...

 

[Nella foto: la sede del Parlamento europeo a Bruxelles]

Data: 15/04/2008
Autore: Roberto Marchesini

paulbyrne.jpgIl confine tra vita e morte continua a porre notevoli dilemmi etici. In particolare intorno al concetto di "morte cerebrale". L'argomento è stato trattato in modo sistematico nell'antologia "Finis vitae. La morte cerebrale è ancora vita?", edito da Rubbettino, la cui traduzione italiana è stata presentata il 27 febbraio scorso al Consiglio Nazionale per le Ricerche (CNR).

Alla conferenza erano presenti alcuni medici, neurologi, biologi, filosofi e giuristi di fama internazionale, insieme al curatore del libro, il professor Roberto de Mattei, già Vicepresidente del CNR e docente di Storia del Cristianesimo all'Università Europea di Roma.

Il dibattito è stato articolato a partire dal comitato di Harvard del 1968 che, convenzionalmente, identifica la morte della persona umana con il coma irreversibile, ovvero con la morte cerebrale. I relatori intervenuti hanno però dimostrato come, attraverso i progressi della scienza, molti pazienti abbiano recuperato sorprendentemente le loro facoltà fino a condurre una vita ai limiti della normalità. L'intervento del professor Paul A. Byrne, professore di Pediatria presso la Facoltà di Medicina dell'Università dell'Ohio (Stati Uniti) e direttore del reparto di Neonatologia e Pediatria al S. Charles Mercy Hospital dell'Ohio, ha subito messo in luce numerosi casi clinici sorprendenti. Quanto emerge dall'esperienza diretta del professor Byrne testimonia che spesso molti pazienti nati con danni cerebrali alla nascita, oggi conducono una vita sostanzialmente normale e, soprattutto, sono felici di vivere. «La morte - ha affermato Byrne - non può identificarsi con il venir meno delle funzioni cerebrali: devono cessare anche quelle respiratorie e circolatorie perché un paziente possa essere qualificato come morto. Infatti non è il cervello a rendere viva una persona, bensì l'anima».

Riportiamo un'intervista concessa dal professor Byrne alla rivista Radici cristiane.

[Nella foto: il professor Paul A. Byrne]

Data: 12/04/2008
Autore: Veronica Rasponi

scutari.jpgIl 29 ottobre 2005, dopo un anno di lavori di ristrutturazione, è stato benedetto è inaugurato il Monastero "S. Chiara" in Scutari (Albania). La particolarità di questo convento è che sorge nell'edificio che nel 1946 fu sequestrato dal regime del dittatore comunista Enver Hoxha (16 ottobre 1908 - 11 aprile 1985) e trasformato da convento dei frati minori a sede del Sigurimi i Shtetit, divenendo così la centrale della più spietata persecuzione politico-religiosa perpetrata per oltre quarant'anni anni dal regime comunista.
«Ogni fascista portatore di un vestito clericale deve essere ucciso con una palla nella testa e senza processo». Era questo uno dei motti del regime che nel 1967 proclamò l'ateismo di Stato e che torturò e uccise centinaia di sacerdoti, religiosi, religiose e semplici cattolici con lo scopo di annientare la religione e la memoria di Dio.
Una storia purtroppo, ancora poco conosciuta nella quale risplende l'esempio e la gloria dei martiri albanesi che rimasero fedeli a Cristo a costo della loro stessa vita.

Data: 11/04/2008
Autore: Egidio Picucci

mons_ravasi_2.jpgI giornali messicani e le agenzie spagnole escono con titoli roboanti: «En el infierno no hay llamas, sino hielo» ("Nell'inferno non ci sono fiamme ma gelo"), «Descarta el Vaticano que infierno sea horroroso y envuelto en llamas». Motivo di questi titoloni, in parte fuorvianti, le dichiarazioni del Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, l'arcivescovo mons. Gianfranco Ravasi, che ha spiegato all'agenzia messicana Notimex che "l'inferno è una realtà particolarmente importante nel messaggio cristiano", ma che "l'inferno non è il luogo delle fiamme che bruciano, immagine utilizzata per rappresentare il luogo della condanna, ma è un stato in cui si trovano le creature che si allontano da Dio". "L'inferno - ha continuato il prelato - non lo si deve raffigurare con le fiamme, ma piuttosto con il gelo, perché l'inferno è l'assenza d'amore, è il terrore e lo stridore di denti". Insomma: fiamme e fuoco o gelo? Un Servo di Dio e una Suora contadina entrano nel dibattito...

Data: 09/04/2008

tonyblair.jpgIl noto neo convertito dall'anglicanesimo, ex primo ministro inglese e indicato come futuro Presidente dell'Unione Europea, ha tenuto una conferenza a Westminster dal titolo "Fede e globalizzazione" davanti ad un numeroso e qualificato uditorio. Presente anche il card. Cormac Murphy O' Connor, che è l'organizzatore di un ciclo di conferenze sulla religione. E quella di Blair è stata l'ouverture... Sarà forse il caso di dire "Vladimir Solovëv docet"?

Data: 05/04/2008
Autore: AAVV

piu_famiglia.jpgIn Italia oggi sposarsi non conviene. Dal punto di vista economico lo Stato discrimina il matrimonio rispetto ad altre scelte di vita, anche se la Costituzione è molto chiara a tal proposito, dedicando ben tre commi alla sua difesa e sostegno. Il nostro sistema fiscale è un tipico esempio dell'indifferenza dello Stato nei confronti del contributo fornito dalla famiglia al bene comune.
In Italia si può detrarre di tutto senza tetto di reddito: la rottamazione delle auto, dei motorini, la ristrutturazione delle case, la palestra e addirittura le mance date ai croupier dei casinò; non così per i familiari o per i figli, non riconosciuti come un bene per la nazione e un patrimonio comune.
Non si può sperare che l'Italia cresca senza ridare centralità alla famiglia come soggetto sociale...

Data: 05/04/2008
Autore: Caterina Tartaglione

monte_grappa.jpgCade quest'anno il 90º anniversario dalla fine della Prima Guerra Mondiale. In questo anno anniversario si sta avvicinando l'ora della pacifica invasione di Bassano del Grappa da parte delle "Penne Nere" per l' 81ª Adunata Nazionale degli Alpini (dal 9 all'11 maggio). La scelta è caduta su questa città proprio per l'importanza che ebbe il Massiccio del Grappa nella Grande Guerra. Il Grappa, infatti, nel 1917 divenne il baluardo di difesa dalle truppe austriache che, dopo la battaglia di Caporetto, ambivano alla conquista della riva orientale del Piave e al controllo del Massiccio, poiché esso rappresentava il nodo di sutura fra la linea montana e quella del fiume stesso. Il Grappa divenne così il simbolo dell'unità nazionale, dove schiere di giovani combattenti di ogni arma, affluiti per difendere la salvezza della Patria, si immolarono per contrastare l'ultima offensiva Austro-Ungarica...

[Foto: Il sacrario sorge sulla cima del M.te Grappa, a quota 1.776. Vi sono custoditi i resti mortali 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti, e di 10.295 caduti austriaci,di cui 10.000 ignoti. Una grande scalinata composta da cinque rampe di scalini, porta sulla cima del monte e del sacrario, dove si erge il santuario della Madonnina del Grappa. Il tempietto di forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce, custodisce la Madonnina del Grappa, mutilata nel gennaio 1918 da una granata austriaca e pazientemente ricomposta. L'effige della Madonna venne consacrata dal Cardinale Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X.]

Proponiamo un breve dossier sulla grande battaglia del Monte Grappa.

Data: 04/04/2008
Autore: AAVV

malatya.jpgIl prossimo 18 aprile sarà passato un anno da quella che viene ricordata come la strage di Malatya, nella Turchia centrale, dove tre cristiani presbiteriani, i turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel e il tedesco Tilman Ekkehart Geske, furono torturati e sgozzati da cinque giovani, apparentemente fanatici e ispirati da ideologia ultranazionalista.
Oggi c'è un avvocato turco che si adopera per ricostruire il delitto e per capire da chi, e soprattutto perché, siano stati veramente uccisi i tre cristiani, ma la sua curiosità gli sta costando cara. Forse dietro la strage non c'è solo la follia dei cinque giovani fanatici...

Data: 03/04/2008
Autore: Marta Ottaviani