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Mercoledì, 20 Agosto 2008
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Osservatorio

10 FEBBRAIO: «GIORNO DEL RICORDO»

Data:
10 Febbraio 2008
Autore:
Marco Pirina

giornata_ricordo_foibe_man.jpgCon la Legge 30 marzo 2004, n. 92 venne istituito il «Giorno del Ricordo», da celebrarsi il giorno 10 di febbraio, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale. Oltre 20 mila scomparsi, dei quali quasi 5 mila finiti nelle foibe, voragini di origine carsica riempite dei corpi di uomini e donne rei di essere italiani, vittime di un progetto di pulizia etnica unito al disegno del comunismo internazionalista di Josip Broz Tito e di Stalin, condiviso dai "compagni" italiani. Un disegno che si è in condizione di provare nei suoi passaggi fondamentali: gli accordi segreti, i cedimenti inconsapevoli del Comitato Nazionale di Liberazione per l'Alta Italia, l'eliminazione dei nemici, come i partigiani dell'Osoppo, a Porzus il 7 febbraio 1945. Un disegno perseguito con tenacia ed ambiguità dal Pci e da Palmiro Togliatti, grazie alla complicità di alcuni padri della patria, che vendettero la sovranità nazionale e condannarono ad un esodo senza ritorno oltre 350 mila uomini e donne...

L'accordo segreto fra partigiani e titini che causò le foibe


Domani siamo chiamati a celebrare, con una legge dello Stato, la "Giornata del ricordo", dedicata alla tragedia delle foibe e dell'esodo e mi sento chiedere nei convegni e negli incontri con gli studenti come mai il "silenzio dei vivi" abbia soffocato per oltre cinquant'anni il ricordo degli orrori e delle tragedie del nostro confine orientale. Oltre 20 mila scomparsi, dei quali quasi 5 mila - secondo i dati del Governo militare alleato - finiti nelle foibe, voragini di origine carsica riempite dei corpi di uomini e donne rei di essere italiani, vittime di un progetto di pulizia etnica unito al disegno del comunismo internazionalista di Stalin (condiviso dai "compagni" italiani). Un disegno che siamo in condizione di provare nei suoi passaggi fondamentali: gli accordi segreti, i cedimenti inconsapevoli del CLNAI (Comitato Nazionale di Liberazione per l'Alta Italia), l'eliminazione dei nemici, come i partigiani dell'Osoppo, a Porzus il 7 febbraio 1945, o dei militi del Reggimento "Tagliamento", i bersaglieri del "Mussolini" e i marò della Decima MAS .Un disegno perseguito con tenacia ed ambiguità dal Pci e da Palmiro Togliatti, grazie alla complicità di alcuni padri della patria, che vendettero la sovranità nazionale e condannarono ad un esodo senza ritorno oltre 350 mila uomini e donne. Già nell'ottobre 1942, come riferito dallo storico Tone Ferenc, professore universitario sloveno, nel saggio "La capitolazione dell'Italia. Maror 1967", «eminenti personaggi friulani trattavano con gli sloveni per la creazione di formazioni militari unificate... poi nell'ottobre del 1943, convocato dai partigiani veneti, Urban Vratusa, futuro ministro della Repubblica federativa di Jugoslavia, formò a Vicenza la Missione slovena, con il compito di stipulare accordi militari tra i partigiani comunisti del nord est ed il IX Corpus sloveno del maresciallo Tito». La Missione slovena "Berto", come da documento dello stesso Vratusa, (prot. 2269/77), incontrò Luigi Longo, Ferruccio Parri, Leo Valiani, Mario Lizzero e riuscì, dopo un lungo colloquio diplomatico, a ottenere l'approvazione per questo progetto dal CLNAI. Un progetto tenuto segreto per decenni e riportato alla luce, dopo lunghe ricerche solo ora. Nel documento (datato 17.7.1944) il CLNAI «prende atto con soddisfazione degli accordi stipulati tra il Comando Generale delle Brigate Garibaldi ed il Comitato del IX Corpo d'Armata dell'Esercito di Liberazione Nazionale Jugoslavo». L'accordo determinerà il passaggio delle divisioni garibaldine comuniste Natisone e Triestina nel IX Corpus e la creazione di un Comando paritetico, costituito da due Comandanti militari, di cui uno italiano ("Sasso" Mario Fantin) e da due Commissari politici, di cui uno italiano, ("Vanni" Giovanni Padoan, coinvolto nel processo di Porzus e scomparso ai primi di gennaio di quest'anno), e darà il via libera ai gappisti di Mario Toffanin, della federazione del Pci di Udine per compiere la strage dei partigiani osovani, a Porzus e a Bosco Romagno. Quello che successe in seguito lo conosciamo: migliaia di uomini e donne italiani, percossi, seviziati, infoibati, fatti sparire, trascinati nei campi di sterminio di Borovnica, Lepoglava, Maribor, Skofia Loka, Aidussina, aperti sino al febbraio del 1950 . Tutta la documentazione, decine di fogli ingialliti, è stata pubblicati nella ristampa del volume "Sognare una Patria" edito dal Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur di Pordenone. E poi 350 mila esuli, privati con la violenza dei loro beni e del loro futuro. Una storia vergognosa, sancita da un vergognoso trattato di pace: un ricordo che non può appartenere solo agli istriani, ai fiumani, ai dalmati ed ai giuliani, ma che resta una pagina poco conosciuta a causa degli aspetti rimossi dal silenzio dei vivi e dei vincitori.

info@silentesloquimur.it
(Marco Pirina é il Direttore del Centro studi e ricerche "Silentes Loquimur" di Pordenone)


 

RICORDIAMOLI

Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale" o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano - dalmata e delle vicende del confine orientale" io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d'Italia troppo a lungo dimenticati.

Io ricordo. E tu?

 

http://www.10febbraio.it/

Fonte: LIBERO 9 febbraio 2008