Cinquantaquattro anni di apparizioni, guarigioni miracolose e profumi misteriosi
Domenica 4 maggio a Gap, piccola cittadina della Provenza, il vescovo mons. Jean-Michel di Falco presiederà una solenne concelebrazione per il riconoscimento ufficiale del carattere soprannaturale delle apparizioni mariane alla Venerabile Benoite (Benedetta) Rencurel, lo riporta Le Figaro nella sua versione on line.
Mons. Di Falco, che ha esperienza di grande comunicatore, per annunciare il riconoscimento ufficiale ha fatto campeggiare una grande scritta nel territorio della sua diocesi: "1664 non è solo una marca di birra. E' soprattutto....la data della prima apparizione della Vergine Maria a Benoite Rencurel al Laus".
In Francia, l'ultimo riconoscimento ufficiale di questo tipo risale alle apparizioni della Madonna a Lourdes, di cui quest'anno si festeggia il 150esimo anniversario. Per la cerimonia di domani sono attese diverse migliaia di fedeli. Ma anche una ventina di vescovi, qualche cardinale e il Nunzio apostolico in Francia, monsignor Fortunato Baldelli. Saranno inoltre presenti il sindaco di Marsiglia Jean-Claude Gaudin, e numerose altre autorità.
Le apparizioni alla veggente sono durate dal 1664 al 1718, dando luogo al Santuario di Notre Dame di Laus. La Chiesa nei secoli ha promosso il messaggio di riconciliazione trasmesso alla veggente e osservato le guarigioni inspiegabili che avvengono ancora oggi nel santuario, dove ogni anno si recano circa 130.000 pellegrini. Ieri, all'apertura dei festeggiamenti, il vescovo ha confessato ai fedeli di aver ricevuto anche lui una grazia soprannutarale nel santuario.
Monsignor Di Falco voleva un riconoscimento ufficiale, al quale Roma non ha trovato nulla da dire dopo lo studio di un dossier stilato da specialisti, tra cui il magistrato Renè Humetz. Quest'ultimo è autore di uno studio sul santuario intitolato "Enquête sur les parfums de Notre-Dame-du-Laus".
Benoîte Rencurel era nata il 17 settembre 1647 a St. Etienne; rimasta precocemente orfana, andò a servire il gregge dai Jullien, una famiglia benestante del posto. Era una ragazza dolce, cresciuta nella bontà operosa. Amava molto pregare e rimanere assorta per lungo tempo col rosario tra le dita. Sotto la dolcezza, però, si nascondeva un carattere fermo e assai determinato al bene. Ma, per tutto il resto, era una ragazza come le altre.
Al Vallon des Fours (Vallone dei Forni) Benoîte conduceva spesso le pecore al pascolo. Perché il "Vallone dei Forni"? Bisogna dire che le montagne che circondavano il Villaggio di St. Etienne d'Avançon erano molto ricche di una terra gessosa che, cotta in forni scavati direttamente nella terra, producevano allora un buon tipo di calce. Ecco allora spiegata l'origine del nome Vallon des Fours. Fu proprio qui che nel maggio del 1664 apparve a Benoîte Rencurel una bellissima Signora con un bambino per mano. Poco dopo, e senza proferire una sola parola, la bella Signora scomparve.
Gradatamente, un po' alla volta, la bella Signora prende confidenza con Benoîte e la coinvolge in domande e risposte, la guida, la conforta, la rassicura, le chiede di fare qualcosa per lei, l'aiuta a capire meglio gli altri e ad amare di più Dio.
Pur esortata dalla bella Signora a farsi ancora più umile, la giovane veggente non può nascondere ancora per molto quanto le sta accadendo. Presto anche le Autorità ne vengono coinvolte ed esigono delle spiegazioni. La Madonna, perché ormai è chiaro che della Vergine Maria si tratta, al Vallon des Fours domanda una processione di tutto il popolo e al punto di arrivo rivela finalmente il suo nome: "Mi chiamo Maria!", per poi aggiungere: "Non riapparirò più per un certo tempo!".
Difatti, trascorrerà circa un mese perché riappaia nuovamente, questa volta al Pindreau. Ha un messaggio per Benoîte: "Figlia mia, salite la costa del Laus. Là troverete una Cappella dove sentirete profumo di violetta".
L'indomani Benoîte parte alla ricerca di questo luogo e scopre, dai profumi promessi, la piccola Cappella dedicata a Notre Dame de Bon Rencontre. Benoîte apre con trepidazione il portale e trova la Madonna ad attenderla sopra l'altare polveroso. La Cappella infatti è deserta e piuttosto abbandonata. "Desidero far costruire qui una chiesa più grande in onore del mio adorato Figlio - le annuncia Maria -; e questo sarà luogo di conversione per numerosi peccatori, e un luogo dove io vi apparirò molto spesso".
A questa apparizione presto se ne aggiungono delle altre, ma tutte silenziose. Maria non parla, non dice nulla. Sembra quasi, la sua, una precisa "pedagogia", volta a educare, attraverso la strategia spirituale dei piccoli passi, una rozza e ignorante pastorella.
Cinquantaquattro anni durarono le Apparizioni al Laus: nei primi mesi esse si verificarono tutti i giorni, poi ebbero una cadenza pressoché mensile. Nel 1672 Benoîte andò ad abitare definitivamente a Laus, in una modestissima casetta tuttora esistente. Una casupola nella quale la veggente, istruita da Maria nelle verità della fede, trascorreva ore e ore assorta in preghiera, alternando momenti di pace ad altri di lotta furibonda col Maligno, da cui nel corso della vita dovette subire parecchie vessazioni.
Nel luglio 1673, mentre è in preghiera ai piedi di una grande Croce di legno sul colle antistante Avançon, le appare Gesù, steso e inchiodato sulla Croce, ricoperto di sangue. Da allora e per molti anni Benoîte soffre nel proprio corpo i dolori della Passione di Cristo.
Ma altri gravi eventi la attendono: muore il suo Confessore, scompaiono quasi del tutto i suoi sostenitori, vengono chiamati al Santuario dei sacerdoti giansenisti che le rifiutano persino la Santa Comunione e la Messa quotidiana. Si tenta di allontanarla dal Laus per rinchiuderla in un Convento. Venti anni dureranno tali persecuzioni.
Benoîte non si farà mai Suora; la sua missione infatti è un'altra. Ad alcune religiose della Savoia che, col proposito di installarsi a Laus, pensano di convincere Benoîte a farsi loro Consorella, la veggente risponde che la Madre di Dio le ha dato un compito preciso: "Bisognava che ella vedesse i pellegrini, che parlasse loro quando glielo chiedevano, per dare loro i consigli necessari, come Dio l'ispirava. E questo - diceva - non avrebbe potuto farlo in un Monastero dove sarebbe stata troppo al chiuso...".
A partire dalla Pentecoste del 1718 la salute di Benoîte Rencurel declinò bruscamente. La veggente morì la sera del 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti. Aveva 71 anni.
Venne sepolta davanti all'Altare Maggiore del Santuario, sotto la lampada il cui olio serve ancora oggi a ungere i devoti, soprattutto ammalati e sofferenti, che ogni giorno giungono al Laus.
Più di un vescovo ha riconosciuto la soprannaturalità dell'Apparizione, incoraggiando i pellegrinaggi verso il Santuario. Finalmente, il 16 ottobre 1872, il Beato Pio IX proclamava Venerabile la Serva di Dio Benoîte Rencurel, la veggente cui apparve la Madonna al Laus e che ancora oggi, a distanza di tanto tempo, è oggetto di venerazione da parte di molti.
Proprio a lei, che era praticamente uno "zero sociale" nella società del suo tempo, la Vergine volle affidare uno straordinario messaggio spirituale, legato addirittura alla costruzione di un Santuario, all'accoglienza e alla guida dei pellegrini. E lasciò pure un segno tangibile della sua amorosa presenza in quei luoghi: un profumo soavissimo. Chiunque infatti sale al Laus può sentire misteriosi effluvi, che danno a tutti consolazione spirituale e una profonda serenità interiore.
I profumi del Laus sono un fenomeno misterioso, che la scienza ha provato a spiegare ma senza effettivamente venire a capo di nulla. È un po' il mistero ed il fascino di questa cittadella mariana incastonata su un solitario altopiano delle Alpi francesi, che attira ogni anno un gran numero di pellegrini da ogni parte del mondo.
Il Santuario di Notre Dame de Laus [in lingua occitana: "Nostra Signora del Lago"] conserva tuttora al suo interno la Cappella primitiva, detta ‘de Bon Rencontre', dove la Vergine apparve a Benoîte Rencurel. Nell'abside della Cappella, davanti al Tabernacolo dell'Altare Maggiore, arde la lampada nel cui olio i pellegrini usano intingere le dita della mano destra per farsi devotamente il segno della Croce.
In piccole fiale, questo stesso olio viene poi spedito in tutta i paesi della Francia e dovunque nel mondo è diffuso il culto di "Nostra Signora del Laus". È un olio dalle proprietà miracolose. Come la Madonna stessa aveva promesso alla sua Veggente, se fosse stato utilizzato con un profondo atteggiamento di fede verso l'onnipotenza del suo Figlio, esso avrebbe ottenuto prodigiose guarigioni, non solo fisiche ma anche spirituali, come in effetti puntualmente avviene da oltre due secoli.
Fonti:
- Maria Di Lorenzo, Benedetta e i profumi del Laus, rivista mensile "Madre di Dio", n. 8-9 agosto/settembre 2004.
- kattolikamente.splinder.com