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Venerdì, 4 Luglio 2008
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È morta Irena Sendler, l'angelo del Ghetto di Varsavia

Data:
13 Maggio 2008
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È morta all'età di 98 anni Irena Sendler, l'infermiera cattolica eroina della resistenza polacca durante gli anni dell'occupazione nazista, che salvò la vita a 2.500 bambini ebrei.

Irena Sendler (Varsavia 1910-2008) nacque in una famiglia socialista. La storia della sua vita venne scoperta nel 1999 da alcuni studenti di un college in Kansas, che hanno lanciato un progetto internazionale per popolarizzarne vita e opere.

Durante l'occupazione tedesca, Irena lavorava al Dipartimento di Benessere sociale di Varsavia e amministrava le mense comunitarie della città. Nel 1942, dopo la costruzione del Ghetto di Varsavia, molte famiglie le affidarono i loro bambini per salvarli dalla deportazione nei campi di concentramento e dalla morte certa. Fu in quello stesso anno che Irena entrò a far parte della resistenza nazionale (anticomunista oltre che antinazista) e del suo movimento clandestino chiamato «Zagota». Con l'aiuto della resistenza riuscì a ottenere un pass del Dipartimento del Controllo Epidemiologico di Varsavia per poter entrare legalmente nel Ghetto e prelevare così i bambini. Persuadere i genitori a separarsi dai loro figli era un compito terribile per una giovane madre come Irena: "Nella mia mente, posso ancora vederli piangere quando lasciavano i genitori", disse in seguito.
Iniziò a portare via i bambini in un'ambulanza come vittime del tifo; in seguito dovette utilizzare cesti per la spazzatura, casse di utensili, imballi per le merci, sacchi di patate... Irena, il cui nome di battiglia fu «Jolenta», forniva falsi documenti con nomi cristiani ai bambini, che sparse nella campagne, presso famiglie cristiane e conventi. Annotò tutti i veri nomi accanto ai falsi e li seppellì nel terreno dentro bottiglie e vasetti di marmellata, nella speranza di potere riunire i bambini, un giorno, ai genitori.

Il 20 ottobre 1943 venne arrestata dalla Gestapo e sottoposta a terribili torture, ma non rivelò il suo segreto. Fu condannata a morte, ma riuscì a salvarsi grazie all'intervento della resistenza polacca. Nella cella della prigione dove fu rinchiusa per tre mesi, trovò un'immagine di Gesù Misericordioso, con scritto "Gesù, confido in Te", che custodì fino al 1979, anno in cui la donò al Papa polacco Giovanni Paolo II.

Dopo la guerra, venne minacciata dal regime comunista perché era stata partigiana, ma non rossa. Nel 1965 l'organizzazione Yad Vashem di Gerusalemme le diede il titolo di Giusta tra le Nazioni.

Negli ultimi anni della sua vita ha ricevuto le manifestazioni di affetto e riconoscenza da parte dei bambini da lei salvati ed è stata candidata più volte al Premio Nobel per la Pace.

Irena Sendler a riguardo del suo operato nella «Zagota» disse: «Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai».

Fonti:

Il Giornale 12 maggio 2008

www.aciprensa.com