Lo Zuavo Pontificio

Mercoledì, 20 Agosto 2008

Armeria degli Zuavi Pontifici

Il progetto ateistico di costruzione dello Stato assoluto

Autore:
mons. Luigi Negri
Contenuti:

Il filo conduttore di molti fenomeni determinanti il XIX e il XX secolo è proprio il tentativo di creare una società senza Dio in cui l'uomo possa celebrare il suo potere (conoscitivo e pratico). La condizione per tale costruzione è l'eliminazione del passato, e quindi la lotta alla Chiesa che lo incarna. Tale progetto conduce allo Stato assoluto.

La prospettiva della rivoluzione francese, come si è visto, è stata chiara: completa laicizzazione della vita personale, culturale e sociale; tale progetto si diffuse gradualmente in tutta Europa determinandone il clima culturale. Giovanni Paolo II ha definito gli ultimi secoli un «impegno per una formulazione teorica dell'ateismo, per la sua dimostrazione presuntamente scientifica, per la sua verifica pratica e sociale».

Quando si procede nell'analisi storica è necessario cercare l'elemento portante di un dato fenomeno. Il filo conduttore di molti fenomeni determinanti il XIX e il XX secolo, a prima vista così diversi e addirittura in contrapposizione, è proprio il tentativo di creare una società senza Dio. Una società autosufficiente nella quale l'uomo trovi la sua definitiva espressione. Se si riesce a costruire sulla terra una società che, essendo programmaticamente e violentemente senza Dio, assicura la piena espressione della vita umana, si dimostra che l'uomo basta a se stesso e non ha bisogno di Dio. Avendo sostituito ad una concezione della vita personale come appartenenza una concezione intesa come potere, si deve dimostrare che l'uomo è autosufficiente. Ciò è possibile solo coinvolgendo gli uomini nella costruzione di un progetto che si pretenda definitivo. La condizione per tale costruzione è l'eliminazione del passato, e quindi la lotta alla Chiesa che lo incarna.

Si tratta di un attacco alla tradizione come forma della società, del tentativo di inaridirla nella sua capacità educativa, formativa ed esemplare.

Il progetto di costruire una società senza Dio in cui l'uomo possa celebrare il suo potere (conoscitivo e pratico) conduce allo Stato assoluto. Tale affermazione è radicalmente in alternativa all'interpretazione dominante, ma è facilmente sostenibile. Se la concezione della vita politica e la struttura regolativa che ne deriva (quel che si chiama Stato) non prevedono nessuna norma superiore da cui possano essere giudicate, esse sono assolute. Sono esse a fondare il valore della persona e della storia. Non interessa, a questo livello, la modalità con cui viene esercitato il potere; il problema è la sostanza dello Stato, che si concepisce originariamente come assoluto, cioè sciolto da qualsiasi condizionamento.

Pio IX, nel suo primo durissimo impatto con il liberalismo, cioè con questo progetto di secolarizzazione ateistica, ne formulò l'aspetto determinante, condannando il principio comune alla posizione liberale e, in seguito, alla posizione delle ideologie totalitarie del '900 (che sono, in tal senso, in nesso profondo con il liberalismo): «Lo Stato, come origine e fonte di tutti i diritti, gode di un diritto che non ammette confini» (proposizione XXXIX del Sillabo). E' la definizione dell'assolutismo. Sempre nel Sillabo Pio IX condanna altre due affermazioni che costituiscono altrettanti capisaldi dell'ideologia liberale: «La Chiesa non è una vera e perfetta società, completamente libera, né ha diritti suoi propri e permanenti, a lei conferiti dal suo Divino Fondatore; ma spetta alla civile potestà definire quali siano i diritti della Chiesa e i limiti dentro i quali possa esercitare i medesimi diritti» (proposizione XIX); «L'ecclesiastica potestà non deve esercitare la propria autorità senza il permesso e il consenso del governo civile» (proposizione XX).

Lo Stato concepito come sostanza dell'umanità, sia sul piano personale che sul piano sociale, è una alternativa alla religione; anzi è la religione dei nuovi tempi, il fattore coagulante e totalizzante, la ragione adeguata della vita dei singoli e dei popoli.