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Mercoledì, 20 Agosto 2008
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Brani della testimonianza del generale Otto Wolff al processo di beatificazione di Pio XII

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Hitler ordinò: «Invadete il Vaticano... Staniamo fuori tutto quel branco di porci».

XVI Teste. Generale Carlo Federico Otto Wolff, nato il 13 maggio 1900, già comandante supremo delle SS e della polizia tedesca in Italia.

 

Per motivi militari, ma anche umanitari, il generale Wolff, nell'assolvimento del suo difficile incarico, seguì ciò che egli stesso chiamò «la tattica della mano leggera», cercando cioè di evitare ogni atto di severità non assolutamente necessario. Giunto alla convinzione che la guerra scatenata da Hitler era perduta, chiese ed ottenne una udienza segreta con Pio XII che ebbe luogo il 10 maggio 1944. In tale udienza egli propose al Santo Padre di intavolare negoziati con gli alleati al fine di ottenere una «pace onorevole». Nella sua deposizione il generale Wolff descrive in quale modo questa udienza fu preparata e come essa si svolse. È certo che il generale rimase grandemente impressionato dal Servo di Dio, in modo tale cioè che egli, protestante, ha dichiarato: «Desidero la beatificazione di Pio XII perché, in un'udienza segreta del 10 maggio 1944, ho imparato a conoscerlo come un uomo del tutto straordinario e a venerarlo» (Proc. foll. 1575-1576). D'altra parte è anche vero che lo stesso Pio XII ebbe una buona impressione del generale e della sua sincerità.

Durante la sua deposizione il generale Wolff consegnò al Tribunale anche il documento richiesto dalla Segreteria di Stato riguardante il progetto di Hitler di invadere il Vaticano e deportare il Papa. Si tratta di un documento del più alto valore storico, specie perché dimostra che Hitler vide in Pio XII un avversario acerrimo e quindi da odiare.

Fonte: 30GIORNI - settembre 2001