Il pontificato di Pio IX fu il più lungo nella storia della Chiesa dopo quello di san Pietro. Non solo lungo ma tremendamente denso di avvenimenti, di contrasti e di lotte. Esso riassume lo scontro tra la Chiesa cattolica e la civiltà moderna sorta dalla Rivoluzione francese esploso in quegli anni in tutta la sua drammaticità.
La scelta di Pio IX produrrà tra il Papato e la Rivoluzione uno "stappo" che è all'origine della "leggenda nera" che avvolge il nome del Pontefice, frequentemente presentato come un "nemico dell'Italia" e della sua unità. In realtà Pio IX amò profondamente la nostra nazione; comprese bene la portata della posta in gioco, che andava ben al di là dell'unificazione della penisola e rimandava all'essenza del conflitto tra la Chiesa e il risorgimento italiano, e ne trasse le conseguenze.
Al processo rivoluzionario plurisecolare che ebbe come tappe il Rinascimento, il protestantesimo e la Rivoluzione francese - il cui fine era la liquidazione della Civiltà cristiana e l'edificazione, sulle suo rovine, di una Repubblica universale, anarchica e ugualitaria - Pio IX contrappose non solo la sua testimonianza personale di fedeltà alla Chiesa, ma la coerenza di un'azione pubblica vasta e articolata.
Fu oggetto, durante la vita e dopo la morte, di giudizi disparati, di sentimenti di amore e di ammirazione, e di attacchi passionali, di odio e di disprezzo. Nessuna figura storica degli ultimi due secoli può dirsi forse tanto discussa, ma allo stesso tempo tanto poco conosciuta dagli stessi ambienti cattolici. La sua figura, apparentemente sommersa dalle rovine del potere temporale del XIX secolo, grandeggia oggi sulle ben più vaste macerie della civiltà dal XX secolo che si chiude. La solenne beatificazione di Pio IX, il 3 settembre 2000, non celebra solo l'eroicità delle sue virtù, ma innesca inevitabilmente un'analisi retrospettiva del ruolo storico del suo pontificato. E se l'eroismo nella vita privata viene chiamato santità, quello nella vita pubblica si chiama grandezza.
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