Lo Zuavo Pontificio

Mercoledì, 20 Agosto 2008

Articoli

Nonostante l'utilizzo di agenti biologici e batteriologici come arma di offesa fosse stato vietato nel 1925 dal Protocollo di Ginevra, tra il 1932 e il 1945 il Giappone mise in piedi un grande apparato di "fabbriche della morte" per una guerra non convenzionale.

Autore: Renzo Paternoster

Il Giappone allestì nei territori dell'Estremo Oriente laboratori con cavie umane: queste "fabbriche della morte" utilizzavano uomini e donne, prigionieri di guerra e dissidenti. Negli esperimenti si distinse la famigerata Unità 731.

Autore: Renzo Paternoster

La rivisitazione - alla luce di recenti approfondimenti - di una pagina tragica della nostra storia. Uno storico tedesco «non revisionista» conferma: sull'isola i nazisti uccisero 2500 italiani, non diecimila

Autore: AAVV

Perché gli anglo-americani impiegarono quasi due anni per liberare l'Italia? Risponde la ricostruzione della battaglia contro i germanici sulla linea Gustav.

Autore: Saverio Malatesta

Perché gli anglo-americani impiegarono quasi due anni per liberare l'Italia? La ricostruzione (2° puntata) dello scontro con i germanici sulla linea Gustav.

Autore: Saverio Malatesta

Uno dei momenti più altamente tragici della Seconda Guerra Mondiale, non solo per l'alto numero di morti e di efferate violenze, ma anche per la distruzione del più antico e glorioso monastero della Cristianità, ove riposano le spoglie mortali del Patrono d'Europa.

Autore: Gianandrea de Antonellis

La furia bestiale che si abbatté sulle campagne e sui villaggi italiani, specie al Sud, dopo lo sbarco alleato ad Anzio e l'avanzata su Roma nella primavera del 1944, è ancora in parte sconosciuta, salvo che alle 60.000 donne, adolescenti e bambine che ne furono le vittime. Il generale Juin, al termine della battaglia di Cassino, come premio della vittoria diede ai reparti militari marocchini carta bianca per due giorni. Così per due giorni e due notti questi razziarono, violentarono, uccisero. Stuprarono donne e bambine, dagli otto agli ottant'anni, obbligando padri e mariti ad assistervi... 

Autore: Romano Bracalini

Parla lo studioso padre Sergio Katunarich. Dopo la seconda guerra mondiale, gli italiani dovettero abbandonare la città, considerata il porto naturale della Mitteleuropa con Trieste.

Autore: Leonardo Servadio

Partigiani non comunisti assassinati in Friuli nel 1945. Uno degli episodi più oscuri della Resistenza. La responsabilità del Pci. Un misfatto che continua per decenni tra condanne, amnistie e rimozione.

Autore: Massimo Caprara

Foibe: dalla Slovenia la mappa dell'orrore che reca con meticolosa esattezza tutti i luoghi dove sono stati sepolti o, comunque celati, i corpi delle vittime della primavera 1945. Non sono solamente foibe, ma anche fosse comuni, sepolture più o meno clandestine d'ogni genere.

Autore: Massimo Zamorani

Le deportazioni attuate dai partigiani titini ai danni dei militari e dei civili italiani dopo la firma dell'armistizio con gli Alleati. Nei campi di concentramento per italiani una vera e propria odissea del dolore.

Autore: Federica Saini Fasanotti

Per oltre 50 anni dopo la seconda guerra mondiale le vittime delle foibe sono state dimenticate. Migliaia di civili italiani uccisi dai partigiani comunisti jugoslavi del maresciallo Tito. E Togliatti scelse di stare «dalla parte non italiana».

Autore: Massimo Caprara

Ricordo di alcuni martiri delle foibe

La conservazione della memoria storica è necessaria affinché i mali atroci del passato non si ripetano. È con questo spirito quindi che ricordiamo il martirio di tanti sacerdoti uccisi e infoibati dai comunisti, nella certezza che il loro sacrificio ha garantito loro la Vita Eterna e il loro sangue non è stato versato invano per le generazioni future.

Autore: Antonio Gaspari

Negli archivi del Ministero della Difesa ci sono le prove che lo Stato italiano era a conoscenza delle stragi effettuate dalle bande titine. Ecco alcuni dei documenti segreti.

Autore: Gabriella Fortuna

I vescovi giuliani, dalmati e croati denunciarono più volte gli orrori commessi dai titini. E anche papa Pacelli intervenne. I silenzi successivi della storiografia sono da imputare alla Cortina di ferro. A sollevare il velo furono i cattolici in Usa e Inghilterra.

Autore: Lucio Toth

Nuovi terribili particolari sugli eccidi commessi dal regime nell'ex Jugoslavia tra il 1941 e il 1952, soprattutto a Sarajevo e Mostar. Dall'inizio della guerra fino al 1944 furono ammazzati 40 sacerdoti e religiosi e dopo la guerra altri 120: un vero massacro. La denuncia della rivista «Nuova storia contemporanea»: il 1945 è stato l'anno più terribile, furono 104 gli ecclesiastici uccisi.

Autore: Francesco Dal Mas

Il sacrificio della propria giovane vita per salvare altri innocenti: questa la risposta di un cristiano che ha saputo vivere in grado eroico la virtù della carità. Non a parole: né a parole vuote e ipocrite, né a parole di ribellione sociale, né a parole di odio o retorica politica. Di fronte alla barbara violenza del totalitarismo, Salvo d'Acquisto seppe opporre un gesto di suprema carità cristiana, che gli ha regalato il privilegio di rimanere un esempio imperituro per ogni uomo di buona volontà.

Autore: Maurizio Schoepflin

Un'inchiesta "scandalosa" sul massacro di 80mila tedeschi fra il '45 e il ‘48.

Autore: Bruno Ventavoli

Le General comandò l'esercito di liberazione schierato contro i tedeschi. Finito il 2° conflitto mondiale assunse la presidenza della Repubblica con poteri quasi assoluti. Autoritario e arrogante, si disse, ma...

Autore: Paolo Deotto

Nel 60° anno della rinascita alla democrazia, avvenuta in quel 18 aprile 1948 quando gli italiani diedero fiducia alla DC, ricordiamo un aspetto poco conosciuto in questa festa della Liberazione: l'apporto dei militari italiani ancora (o nuovamente?) inquadrati nel regio esercito alla guerra di liberazione. Guerra che essendo stata combattuta da italiani e Alleati da una parte contro italiani e tedeschi dall'altra fu, per noi italiani, guerra civile.

Autore: Francesco Griccioli