1939: grazie al patto Molotov-Ribbentrop, la morsa nazionalsocialista e
comunista si chiude attorno all'eroica testimonianza del popolo polacco. Un
patto oscuro e inquietante che unì i due totalitarismi. E che si tende a
dimenticare. |
Autore: Marta Dell'Asta |
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Dopo la Grande
Guerra la
Germania aveva accettato nonostante molti conflitti interni
la pace di Versailles. Le conseguenze di questo documento non furono mai bene
accette all'opinione pubblica tedesca, né agli ambienti conservatori e
nazionalisti, né all'esercito, tradizionalmente molto influente nella
conduzione dello stato. Quando il presidente Hindemburg pose la carica di
Cancelliere nelle mani di Hitler, iniziò un processo, dapprima sotterraneo, ed
in seguito sempre più esplicito che mirò fin dal principio allo smantellamento
del trattato di Versailles. |
Autore: Redazione |
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L'anniversario dimenticato. Nessuno lo ricorda, ma due
settimane dopo il Reich si mise in moto anche l'Urss. Il 17 settembre 1939 l'Armata Rossa travolse
i confini orientali e come prima cosa regalò ai forni tedeschi gli ebrei
detenuti nei gulag. |
Autore: Giancarlo Lehner |
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Foibe:
dalla Slovenia la mappa dell'orrore che reca con meticolosa esattezza tutti i luoghi dove sono stati
sepolti o, comunque celati, i corpi delle vittime della primavera 1945. Non
sono solamente foibe, ma anche fosse comuni, sepolture più o meno clandestine
d'ogni genere. |
Autore: Massimo Zamorani |
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La Campagna di Russia è stata per l'esercito italiano e per il soldato italiano di gran lunga la prova bellica più terribile dall'unità in poi, paragonabile solo ad alcune delle più sanguinose battaglie della Prima guerra mondiale, della quale la Campagna di Russia ebbe nella sua prima fase qualche somiglianza specie per i reparti italiani. |
Autore: Paolo Possenti |
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| La fame dei vinti. Diario di prigionia in Russia di un
sergente della Julia uscito nel 2002 è il libro di memorie di Luigi
Venturini, ex sottufficiale della Divisione Julia, che narra la storia dei
soldati e ufficiali italiani sterminati nei campi di prigionia sovietici dal
1943 al 1945. |
Autore: Domizia Carafòli |
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| Nei lager sovietici i nostri soldati morirono a migliaia. Perché
accadde? Una tragica cronaca storica di Alessandro Frigerio . |
Autore: Ferruccio Gattuso |
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Alessandro
Frigerio ricostruisce, con nuovi documenti, il processo D'Onofrio. Il tribunale
accertò la complicità del Pci nella persecuzione dei nostri militari
prigionieri in Urss. |
Autore: Francesco Specchia |
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Lelio Zoccai,
reduce dell'Armir: «L'uomo di Togliatti gestiva i nostri lager. Ci torturavano
per convertirci al comunismo». |
Autore: Francesco Specchia |
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Due libri
ripercorrono la tragedia dell'armata italiana inviata da Mussolini in Russia.
Le vicende delle unità italiane che s'affiancarono alle poderose unità
tedesche, e che insieme ad esse furono travolte dalla controffensiva sovietica. |
Autore: Mario Cervi |
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Prigioniero per
non aver voluto abbandonare i suoi soldati, fu un punto fermo nella resistenza
dei prigionieri in Russia. |
Autore: Alessandro Ferioli |
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Padre Giovanni Brevi, 1° Cappellano Militare Capo della Guardia di Finanza. Fu protagonista della resistenza, a tutt'oggi sin troppo trascurata, che non pochi militari, caduti prigionieri dell'Armata Rossa dopo la metà di dicembre del 1942, attuarono di fronte ai tentativi di indottrinamento messi in opera dai propagandisti politici, e così facendo indussero la maggior parte dei prigionieri a restare fedeli al giuramento prestato alle istituzioni patrie. Una figura che i giovani Quadri dovrebbero conoscere e tenere sempre presente come esempio di coerenza e di fermezza dimostrate nella situazione più penosa in cui un militare possa venirsi a trovare: la prigionia. |
Autore: Alessandro Ferioli |
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La vicenda di padre Leoni, partito cappellano militare in Russia nel 1941 e rientrato in patria solo nel 1955. Per il gesuita, formatosi come missionario al Russicum, il comunismo era distruzione della dignità umana. |
Autore: Fulvio Scaglione |
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Il 7 dicembre 1941, le forze navali ed aeree giapponesi attaccarono la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii. L'attacco, portato senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, che fu formalizzata soltanto ad attacco iniziato, causò l'intervento statunitense nella seconda guerra mondiale. |
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Yamamoto era il comandante in capo della flotta giapponese e il responsabile diretto di quell'azione. Oggi gli storici sono unanimi: quell'attacco non fu "proditorio"; anzi, si trattò di una trappola orchestrata dal presidente americano Roosevelt per indurre il popolo americano a partecipare alla seconda guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra. |
Autore: Rino Cammilleri |
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Rivisitazione di un leggendario episodio della Seconda guerra mondiale che vide il grande scontro fra le truppe italo-tedesche e le inglesi. |
Autore: Roberto Biagioni |
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Africa Korps tedesco e truppe italiane contro i britannici in Libia (1940-42). Qui si svolsero alcune delle battaglie più dure della 2a Guerra Mondiale. |
Autore: Ferruccio Gattuso |
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Rommel, il
generale che nell'ultimo conflitto mondiale espresse, con un genio strategico
prono ai voleri di Hitler, i valori e i disvalori dello spirito militarista
germanico. |
Autore: Paolo Deotto |
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La vittoriosa
invasione alleata della Francia il 6 giugno 1944 ha per molto tempo
oscurato un precedente tentativo fallito nel 1942 di aprire anzitempo il nuovo
fronte occidentale. I clamorosi errori strategici commessi in quest'azione
permisero una più scrupolosa progettazione della successiva operazione al di là
della Manica, ma comportarono una perdita in vite umane troppo elevata per
l'importanza che poteva rivestire quel piccolo borgo sulla costa francese che
doveva essere conquistato. Il suo nome, ancora terribilmente vivo nella memoria
dei reduci, è Dieppe. |
Autore: Saverio Malatesta |
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Il bombardamento che nel febbraio 1945 scatenò una tempesta di
fuoco che distrusse Dresda, fu una legittima operazione bellica o un crimine di
guerra? È un interrogativo che turba da decenni la coscienza degli inglesi e al
quale sono state date risposte contrastanti. Ora, due libri da poco usciti in
Inghilterra rispondono invece in chiave «revisionista»: sì, bombardare i civili
fu un crimine di guerra, o quantomeno un «crimine morale». I due libri
sono Firestorm (Pimlico/Random
House), e Among the dead cities (Bloomsbury). |
Autore: Giuseppe Dicorato |
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