Lo Zuavo Pontificio

Mercoledì, 20 Agosto 2008
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Armeria degli Zuavi Pontifici

Articoli

Così si esprimeva papa Paolo VI in colloquio con l'amico Jean Guitton, parole profetiche...

Autore: Jean Guitton

Per tutto l'arco della vita compreso tra l'impressione delle stimmate (1918) e il Suo trapasso da questa vita (1968) Padre Pio fu sempre perseguitato. Furono persecuzioni mosse da avversioni, gelosie, invidie, odi, ostruzionismo al suo apostolato, accuse infamanti, calunnie, violenze morali. Fin dalla Sua primissima presenza in San Giovanni Rotondo (1916) Egli trovò ostilità nell'ambiente religioso perchè, con la Sua intensa attività apostolica, sconvolgeva la rilassatezza dei costumi e l'abituale negligenza del clero locale. Poi, negli anni successivi, sino al trapasso, il Suo servizio intenso ed incondizionato alla Chiesa di Cristo incontrò, giorno per giorno, avversioni, contrarietà, cotrasti, per opera, normalmente, di persone che trovavano in Lui un duro ostacolo al conseguimento di loro disonesti interessi personali.

Autore: Luigi Peroni

Nacque a Genova il 20 maggio 1906, di umili origini (papà operaio e mamma portinaia). A cent'anni dalla nascita, il suo ricordo e la sua testimonianza sono ancora molto vivi: è stato definito «un uomo tra storia e fede». Parliamo del cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova per quarantuno anni, dal 1946 al 1987, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1959 al 1964. Un uomo straordinariamente appassionato per la Verità, che come pochi l'ha servita in tempi di grande confusione, anche a costo dell'impopolarità nei «salotti buoni». Con fine ironia scriveva: «La Chiesa cattolica ha vinto le eresie, ma ha ben più difficoltà a vincere le confusioni».

Autore: AAVV

Per la prima volta uno studio ricostruisce le agghiaccianti persecuzioni contro la Chiesa cattolica nell'Albania comunista. I documenti parlano di centoventi credenti vittime di un regime che voleva cancellare la fede del suo popolo. Ma gli archivi devono ancora essere aperti.

Autore: Antonio Giuliano

"La Persecuzione della Chiesa cattolica in Albania dal 1944 al 1990" è il tema dell'intervento di Monsignor Zef Simoni, Vescovo Ausiliare di Scutari, al Simposio Internazionale "Il Cristianesimo nei secoli", svoltosi a Tirana dal 16 al 19 novembre dello scorso anno. Riproponiamo qui di seguito il testo.

Autore: mons. Zef Simoni

Ricordiamo in questo articolo un'eccezionale figura di martire cattolico, vittima della barbarie comunista, testimone di intrepida fede in Gesù Cristo, di granitica speranza in Maria Vergine e di totale amore alla Chiesa.

Autore: Valentin Danciu

Testimone di Cristo, pagò la sua fedeltà alla Chiesa e al Papa con anni di carcere e di lavoro forzato a cui fu condannato dai comunisti. Esiliato, morì a Roma nel 1984.

Autore: Paolo Risso

Jòzsef Mindszenty, Primate d'Ungheria, testimone della fede e della libertà, processato e incarcerato dal regime comunista, liberato durante la rivolta del 1956, rifugiato nell'ambasciata americana, incompreso anche da molti pastori.

Autore: Massimo Caprara

Pubblichiamo tre lettere encicliche del Papa Pio XII scritte durante i fatti d'Ungheria del 1956 a difesa del card. Mindszenty e dei cattolici ungheresi vittime dei crimini del comunismo.

 

In questi giorni ricorre l'anniversario della morte dell'eroico Primate di Croazia che fu ucciso dai suoi carcerieri con un veleno che gli veniva somministrato un poco alla volta...

Autore: Giovanni Sale S.I.

Ultimato l'interrogatorio, il 3 ottobre fu concesso a Mons. Stepinac di prendere la parola in riferimento alle accuse rivoltegli. Egli aveva dichiarato che non si sarebbe difeso, che non avrebbe chiesto avvocati, che non avrebbe interposto appello contro la sentenza, qualunque fosse. Quindi, il discorso che segue non è un'autodifesa ma una dichiarazione per chiarire alcune situazioni e rettificare le deformazioni e interpretazioni del suo operato.

Autore: Card. Alojzije Stepinac

Una schiera di eroici testimoni ha difeso la "communio" della Chiesa. Uno di essi fu il Beato Card. Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria.

Autore: Card. Joseph Ratzinger

Fare memoria degli atti gloriosi dei martiri è necessario per non smarrire il senso del presente.

Nella notte dell'8 settembre del 1955 le autorità comuniste cinesi scatenarono un'ondata di arresti nella diocesi di Shanghai. La strategia maoista per annientare la Chiesa cinese separandola dalla comunione visibile col Successore di Pietro mise così a segno uno dei suoi colpi più clamorosi, perché la diocesi di Shanghai e il suo Vescovo Ignazio Kung Pinmei erano un simbolo per tutto l'immenso Paese, la roccaforte della resistenza cattolica al progetto del Partito Comunista di creare una Chiesa nazionale di regime che rinnegasse ogni vincolo con la Sede Apostolica, identificata con la «centrale imperialista» vaticana....

Autore: Cardinal Kung Foundation

Un Presidente e un cardinale nel Vietnam devastato dalla guerra e dal comunismo. La famiglia van Thuan al servizio del bene comune.

Autore: Silvia Giuseppina Scaranari

Il 28 maggio del 1981 moriva il cardinale Stefan Wyszynski, Primate di Polonia. Conobbe il carcere a causa della persecuzione comunista. Dal suo diario emerge una fede indomita ed un amore tenerissimo alla Vergine Maria. Che ha contagiato anche Giovanni Paolo II.

Autore: Attilio Tamburrini

Il sistema filosofico di Karl Rahner si basa sull'immanentismo di derivazione hegeliana che applicato alla teologia ha  conseguenze gravissime. Prima tra tutte quella di assumere il panteismo immanentista con Dio che necessariamente è coinvolto nel divenire del cosmo. Ma nella dottrina di Rahner è presente un altro errore, non meno grave del primo: viene intaccarato il mistero dell'Incarnazione del Verbo, con Cristo che viene ridotto a essere mero uomo, e la sua divinità non è nulla di più di quella alla quale qualsiasi uomo, attraverso lo stesso processo per il quale è passato Gesù, può raggiungere. La divinizzazione dell'uomo avviene dunque attraverso un cammino puramente immanente, puramente naturale, che si basa nell'identificazione tra natura e sopranatura di questo panteismo emanantistico, tesi che - heghelianamente - assumono e superano quelle del p. De Lubac. Tutto ciò ha le sue gravi conseguenze ecclesiologiche e soteriologiche nella tristemente famosa teoria di Rahner sui cosiddetti "cristiani anonimi", teoria che, nonostante le chiare direttive del Magistero, ha portato all'attuale cristianismo anonimo professato dalla teologia neo-modernista dei numerosi seguaci di Rahner, nella quale sono smantellati nel loro autentico significato dogmi come quelli trinitari, sul peccato originale, sull'Immacolata Concezione e sulla perpetua verginità di Maria Santissima, sul numero e sull'entità dei sacramenti, in particolare sulla sacramentalità dell'Ordine e sulla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia: tutto in nome del pluralismo teologico.

Autore: Orio Nardi

Riportiamo la Presentazione e il Sommario del libro "La svolta antropologica di Karl Rahner", nel quale il padre Cornelio Fabro mette in luce gli errori filosofici di Karl Rahner, presenti nel suo "solo a volte apparente tomismo", ma che in realtà si dissolve in un immanentismo. Tutto ciò, insieme all'ambiguità e alla subdola confusione, caratteristiche di Rahner, è indubbiamente la base del grande caos teologico attuale.

Autore: Cornelio Fabro

Aveva passato molti anni della sua vita in carcere ma, a chi si meravigliava della sua serenità, rispondeva: «Alcuni dicono che la miglior vendetta è il perdono, ma a me questo non piace. Io voglio bene a tutti i vietnamiti senza distinzioni. E ho sempre pregato per tutti. Forse questo mi ha fatto sopravvivere. La messa che celebravo di nascosto con un frammento di pane mi emozionava ogni volta più che un pontificale solenne. Ora sono un testimone».

Autore: Giulio Andreotti

Fernando Sáenz Lacalle, arcivescovo di San Salvador, ricorda le ore passate insieme al suo predecessore martire, in un'escursione al mare in compagnia di altri sacerdoti.

Autore: Gianni Valente

Il 24 marzo 1980, durante la celebrazione della Messa veniva assassinato a San Salvador mons. Oscar Arnulfo Romero, il salvadoregno più celebre nella storia del piccolo Paese centroamericano. La sua figura è tuttora di grande attualità e continua ad essere oggetto di profonda venerazione ma anche di acerbe critiche. Un personaggio di cui molti hanno tentato di «impossessarsi» e del quale è ancora difficile discutere in modo sereno. Giovanni Paolo II lo ha catalogato tra i «nuovi martiri» del Novecento, facendone una commossa evocazione al Colosseo il 7 maggio 2000, durante una celebrazione a metà dell'anno giubilare: «Ricordati, Padre dei poveri e degli emarginati, di quanti hanno testimoniato la vita: pastori zelanti, come l'indimenticabile arcivescovo Oscar Romero, ucciso all'altare durante la celebrazione del sacrificio eucaristico». Sul frontone dell'abbazia anglicana di Westminster, a Londra, figura tra le dieci statue di «nuovi martiri» del Novecento. 

Autore: Gianpaolo Salvini S.I.