Lo Zuavo Pontificio

Venerdì, 4 Luglio 2008

Articoli

È quello dei militari italiani e Alleati che liberarono l'Italia e che oggi si fa fatica a ricordare. Siamo ancora prigionieri della menzogna resistenziale: che solo il PCI lavorò per la democrazia.

Autore: Ugo Finetti

Eccidi, stragi, omicidi, torture, linciaggi: finita la guerra nel 1945, i partigiani comunisti passano alla resa dei conti. Quasi 20.000 morti, la gran parte dei quali con il fascismo non c'entrava nulla. Due libri coraggiosi di Pansa e Finetti. Da leggere.

Autore: Paolo De Marchi

Dal 1946, finita la II guerra mondiale, l'Italia paga il conto: l'Istria viene annessa alla neonata repubblica comunista jugoslava; poi si progetta di trasformare la città in un Territorio libero. 

Autore: Gian Luigi Falabrino

Quando il gorgonzola era "sabotaggio socialfascista". Quando il leader dei comunisti italiani avallò il massacro sovietico. E il colpo alla nuca per duecento compagni italiani. Grazie alla Fondazione Feltrinelli finalmente i documenti in rete.

Autore: Massimo Caprara

Sbobinato e raccolto in un libro il dibattito del 1961 al Comitato centrale del Pci sui crimini dell'Urss. Il Migliore: «Non possiamo essere antisovietici»...

Autore: Ugo Finetti

Dagli archivi emergono i resoconti degli incontri. Nel 1949 il leader sovietico confidò al segretario del Pci: in Italia è la Chiesa la forza più pericolosa per noi.

Autore: Elena Aga-Rossi, Victor Zaslavsky

Per comprendere il ruolo svolto dal gruppo dirigente della storiografia antirevisionista in questi anni in Italia - e come esso abbia fronteggiato l'apertura degli archivi sovietici dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 - va ricordata la vicenda del ritrovamento della lettera di Palmiro Togliatti sul rifiuto di intervenire per la salvaguardia della vita dei soldati italiani fatti prigionieri in Urss: 27.000 morirono di stenti e torture nei campi di concentramento sovietici e di altri 22.000 non si è più saputo nulla.

Autore: Ugo Finetti

Nel complesso la storiografia dominante che in Italia si occupa del Pci tende a considerare questo partito sostanzialmente come un «fenomeno a parte» rispetto alla vicenda complessiva della storia del comunismo in Europa. Ma la tesi incentrata sul Pci come forza democratica non è molto pertinente e fondata.

Autore: Ugo Finetti

La strage dei sacerdoti, operata da partigiani comunisti nel periodo della Resistenza. Centotrenta preti, secolari o religiosi, parroci o cappellani militari. Molti, moltissimi di loro sono stati uccisi due volte: la prima volta dagli assassini materiali, la seconda volta dall'oblio e dalla negligenza di chi non può o non vuole ricordare. Lo racconta Roberto Beretta, giornalista di Avvenire e saggista.

Autore: Paolo Deotto

A guerra finita il progetto di eliminare preti, industriali e i “nemici di classe”. Non solo una esplosione d’odio, ma un piano programmato dai vertici del PCI.

Autore: AAVV

Il filosofo negli anni del dopoguerra non poteva non rilevare quanto il Paese fosse diverso da quello in cui si era formato e che egli aveva improntato col suo magistero. Ma lo vedeva comunque ricomposto nel suo alveo storico. Grazie anche a De Gasperi.

Autore: Paolo Craveri

"Voglio farmi prete, per salvare tante anime. Poi partirò missionario per far conoscere Gesù".Un giorno, in una discussione in cui alcuni comunisti attaccavano ingiustamente la Chiesa e l'opera dei sacerdoti, Rolando difende Gesù, la Chiesa e i sacerdoti. Il 10 aprile 1945, dopo essere stato a Messa e aver ricevuto la Comunione, esce di casa con un libro per studiare all'aperto. Alcuni partigiani comunisti poiché è "un futuro ragno nero" (cioè un futuro prete), lo processano come colpevole di seguire Gesù Cristo. Lo spogliano della veste talare, lo percuotono, e lo uccidono a soli 14 anni.

Autore: Paolo Risso

Furono ottantamila sui quasi 200mila partecipanti alla Resistenza, spesso figure di primissimo piano, poi dimenticate dalla vulgata di sinistra ma anche dal loro stesso mondo.

Autore: Roberto Beretta

Cattolico, scrittore, "reazionario", inventore di "don Camillo e Peppone'. Sapeva vedere il "dito di Dio" nella storia degli uomini. Giovanni XXIII lo voleva ingaggiare per scrivere un Catechismo.

Autore: Alessandro Gnocchi

Spunta un episodio dimenticato dalle pagine di Mondo Candido, quinto volume (dedicato agli anni 1958-60) dell'antologia della rivista di Giovanni Guareschi, curata dai figli Alberto e Carlotta, in uscita da Rizzoli (pp. 565, e49). Si tratta di un articolo pubblicato il 17 maggio 1959, nella rubrica «Il Bel Paese»: bersaglio degli strali dell'umorista, inventore della saga di Peppone e don Camillo, è il ventritreenne Gianni Vattimo, all'epoca vicepresidente diocesano dei giovani di Azione Cattolica. Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo di Guareschi.

Vattimo, il futuro teorico del pensiero debole, aveva invece reagito allora, in una lettera pubblicata sul Candido del 7 giugno ‘59, negando di essersi trovato tra gli scioperanti per predicare il Vangelo, «ma solo per difendere la Costituzione» e aggiungendo che «oggi in Italia essere attaccati, e così volgarmente, dal Candido, equivale oramai a ricevere una patente di onestà e di civiltà». Nella sua risposta Guareschi rilanciava: «Non capisco. Non si lasci trasportare dall'ira»...

Autore: Giovannino Guareschi

Per gentile concessione di Alberto e Carlotta Guareschi, figli del celebre scrittore, pubblichiamo questa sua storia "auto-biografia scritta il 13 giugno 1964", in mutande perché fa caldo, ma fiero"...

Autore: Giovannino Guareschi

Chiedeva ai suoi combattenti il rispetto per le donne e proibiva la bestemmia. Confidava in Dio e amava la Madonna. Morì misteriosamente sotto le ruote di un camion nel pieno della "caccia al fascista", scatenata dai comunisti dopo il 25 aprile 1945.

Autore: Luciano Garibaldi

Domenica 5 settembre 2004, a Loreto, Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato. Il giovane ingegnere riminese, vissuto nella prima metà del secolo appena trascorso, è vissuto a pieno nel mondo ma non per il mondo.

Autore: Roberto Di Ceglie

Presiedeva il Comitato di liberazione nazionale in Alta Italia, eppure è stato estromesso dalla storiografia con risvolti imbarazzanti: i manuali l'ignorano, perfino chi ha pubblicato le sue memorie le ha in pratica occultate. Altro che "revisionismo".

Autore: Ugo Finetti

A 100 anni dalla sua nascita, "una delle figure cristiane più eroiche del dopoguerra" viene ricordata da numerose manifestazioni.

Autore: Ilaria Tremolada