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11/05/2008
L'edificio ed un'ampia area saranno concessi in affitto alla comunità islamica dal sindaco Flavio Zanonato (Pd). La Lega Nord promuove il referendum "Moschea si, moschea no?". Il Vescovo di Padova e il Direttore del settimanale diocesano si pronunciano a favore della moschea.
Ma sorgono alcuni quesiti seri che vanno ben al di là del referendum...
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09/05/2008
Inizia oggi a Bassano del Grappa l'81ª Adunata Nazionale degli Alpini che terminerà il giorno 11 maggio.
Dell'eroico corpo delle Penne Nere fece parte anche un giovane sacerdote milanese: don Carlo Gnocchi (1902-1956). Don Carlo all'inizio della seconda guerra mondiale, per stare vicino ai suoi giovani, si arruolò volontario come Cappellano militare nel battaglione alpino "Val Tagliamento" destinato al fronte greco-albanese. Al termine della campagna, dopo un breve intervallo a Milano, don Carlo ripartì per il fronte Russo con gli alpini dell'eroica Divisione Tridentina (nel 1942), partecipando così alla terribile Campagna di Russia. Nei momenti più tragici della ritirata, egli promise ai morenti che sarebbe diventato padre dei loro figli orfani. Ritornato miracolosamente in Italia, don Carlo iniziò il suo pietoso pellegrinaggio attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale. Dopo l'8 settembre 1943, per la sua militanza nelle Fiamme Verdi del Cln, venne perseguitato dai nazifascisti. Il 17 ottobre 1944 fu arrestato e condotto a San Vittore per aver fatto fuggire in Svizzera partigiani, ebrei e politici: uscirà dieci giorni dopo, per un deciso intervento del Cardinale Schuster. A guerra finita, quando guardò alle file e file di ragazzi e di bambini mutilati dalla cieca crudeltà della guerra, la sua anima si rivelò completamente: era un soldato della bontà. Darsi per il bene degli altri, consolare, sorreggere, rieducare, far vivere, questa era la sua milizia, questa era la sua battaglia, che ha combattuto eroicamente fino all'ultimo istante.
La testimonianza di questo santo sacerdote, che si spera di vedere presto proclamato Beato, illumina di una luce speciale anche la storia degli Alpini. Si tratta della luce di Cristo, di quel Cristo che è il Dio umile e misericordioso che si fa compagno di strada dell'uomo nel suo non facile peregrinare in questa vita. Don Carlo divenne il "portatore di Cristo" e lo fu anche "portando Cristo" là dove sembrava esserci solo l'inferno...
Riportiamo una breve ma toccante biografia del venerabile don Carlo Gnocchi, scritta dal carmelitano padre Antonio Maria Sicari.
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07/05/2008
Sono passati quarant'anni dalla promulgazione dell'Enciclica profetica "Humanae Vitae" (25 luglio 1968). Un'Enciclica che portò Paolo VI a decidere, «come avvocato della persona umana», anche contro la maggioranza della commissione di studio appositamente da lui costituita. Si trattava non solo di riaffermare, approfondendolo, un insegnamento che apparteneva al patrimonio permanente della dottrina morale della Chiesa, ma anche di contrastare la logica profonda dell'atto contraccettivo e la sua radice ultima. Quale logica? Quale radice? La logica anti-vita: per la quale in questi quarant'anni numerosi Stati hanno rinunciato alla loro dignità di essere i difensori della vita umana innocente, con le legislazioni abortiste, realizzando così una vera strage di innocenti. Una logica che ha la sua radice nella ribellione contro Dio Creatore, unico Signore della vita e della morte delle persone umane, nel tentativo, intrinsecamente assurdo, di costruire un mondo da cui Dio sia del tutto estraneo. «Raramente - scrisse l'allora card. Ratzinger - un testo della storia recente del Magistero è divenuto tanto un segno di contraddizione come questa Enciclica, che Paolo VI ha scritto a partire da una decisione di coscienza profondamente sofferta».
Oggi, anche se con un notevole ritardo, che è costato non poco all'intera società, anche le femministe e gli ecologisti pare ammettano il valore profetico dell'Enciclica "Humanae Vitae". Ma certi settori della vita ecclesiale sembra che resistano ancora nel considerarla tale...
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05/05/2008
Una storia di grande eroismo. Il 6 maggio 1527 è passato alla storia non solo come l'inizio dell'infame Sacco di Roma, ma anche come il giorno del primo autentico "battesimo di fuoco" per il corpo di Guardie Svizzere Pontificie che aveva cominciato a servire il Papa e il Papato un paio di decenni prima. Quel giorno i soldati svizzeri difendevano San Pietro guidati dal comandante Kaspar Röist. Le orde dei lanzichenecchi non rispettarono il luogo santo e sferrarono con veemenza il loro attacco. Le Guardie Svizzere Pontificie caddero eroicamente con il loro Comandante. Dell'intero corpo, costituito da 189 soldati, se ne salvarono solo 42, quelli che erano di servizio quel giorno nel Palazzo Apostolico col compito di scortare Papa Clemente VII al sicuro in Castel S. Angelo.
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04/05/2008
Sulla prestigiosa e autorevole rivista "La Civiltà Cattolica" nel mese di aprile scorso è apparso un articolo dal titolo "L'inferno vuoto" del padre gesuita Giandomenico Mucci. L'articolo affronta un tema che ovviamente è molto importante, decisivo... anche per i più scanzonati.
Riportiamo il testo integrale.
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